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Agrigento, inchiesta sui corsi di formazione. Cinque indagati, riesame conferma i sequestri

I giudici del Tribunale del Riesame hanno rigettato il ricorso della difesa, e confermato il provvedimento di sequestro di computer, telefoni cellulari, documenti e altri supporti informatici, requisiti dal personale della Digos di Agrigento, durante alcune perquisizioni, disposte dalla Procura della Repubblica, nell’ambito di un’inchiesta sui corsi di formazione, ad Agrigento, e sulle scuole telematiche.

Secondo quanto ipotizza il pubblico ministero Chiara Bisso, titolare del fascicolo d’inchiesta, dietro ci sarebbero una serie di irregolarità, nel rilascio di attestati, relativamente a corsi di varia natura. Il principale indagato è il favarese Giuseppe Arnone, 49 anni, uno dei punti di riferimento del settore, molto noto soprattutto ad Agrigento e Favara, anche per il suo impegno in politica.

In totale 5 le persone attualmente indagate (come anticipato precedentemente da Corriere Agrigentino). Contestati i reati di associazione a delinquere, falso, truffa e autoriciclaggio. L’indagine, è stata avviata due anni fa. Le perquisizioni sono state effettuate nei locali dell’Università telematica “Unicusano” e nella scuola di via Mazzini, e nelle abitazioni degli indagati. Cinque di loro, fra cui Arnone, attraverso il loro difensore, l’avvocato Giovanni Crosta, hanno chiesto la restituzione di documenti e supporti informatici sequestrati. Richiesta ora rigettata.

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