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Truccato l’appalto per lo scuolabus, imprenditore agrigentino minacciato. Sei arresti, coinvolti anche 4 comunali (c’è anche un favarese)

Minacce ad un imprenditore agrigentino, che si era aggiudicato l’appalto per il servizio di scuolabus a Castronovo di Sicilia, per affidarlo ad un imprenditore compiacente.
I Carabinieri del Compagnia Carabinieri di Lercara Friddi hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Palermo, su richiesta della Dda di Palermo, nei confronti di sei persone ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di estorsione aggravata, rivelazione ed utilizzazione di segreto d’ufficio, turbata liberta’ degli incanti, abuso d’ufficio e trasferimento fraudolento di valori.

Il provvedimento cautelare scaturisce dagli esiti di una lunga indagine condotta dai Carabinieri, avviata dal settembre 2016 e relativa ad alcune gravi irregolarita’ segnalate ai militari in merito alle procedure della gara d’appalto indetta dal Comune di Castronovo di Sicilia, per l’aggiudicazione del servizio di trasporto scolastico comunale per l’anno scolastico 2016/2017, assegnato per un importo di circa 31.000 euro a una ditta di fatto riconducibile a un noto pluripregiudicato, gia’ sorvegliato speciale, e condannato per associazione mafiosa, Antonino Biancorosso, 77 anni, di Castronovo di Sicilia.

In particolare le indagini hanno consentito di accertare che l’imprenditore Antonio Biancorosso, finito in carcere, anche grazie alla compiacenza del segretario comunale del Comune di Castronovo di Sicilia Gerlando Schembri, 62 anni, di Favara, del responsabile dell’Ufficio scolastico Maria Elisa Scaglione, del responsabile dell’Ufficio Lavori pubblici Fausto Alfonso e dell’impiegato Mario Gattuso – tutti adesso ai domiciliari – era riuscito a far desistere la ditta di San Giovanni Gemini, che si era aggiudicata la gara d’appalto. Il titolare della ditta era stato minacciato, e si era così ritirato, facendo scattare l’assegnazione per il secondo arrivato, Biancorosso.

Naturalmente, non figurava lui come titolare della ditta, ma una insospettabile prestanome, la figlia, Bruna, 25 anni, studentessa, raggiunta da un provvedimento di obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

 

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