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“Convertitevi al vero Dio o perderete”, a Palermo il monito del Papa ai mafiosi

“Chi è mafioso non vive da cristiano perché bestemmia con la vita il nome di Dio amore. Abbiamo bisogno di uomini e donne di amore e non di onore. Se la litania mafiosa è: ‘Tu non sai chi sono io’ quella cristiana è: “Io ho bisogno di te”. Se la minaccia mafiosa è: ‘Tu me la pagherai’, la preghiera cristiana è: ‘Signore, aiutami ad amare’. Perciò ai mafiosi dico: cambiate! Fratelli e sorelle  smettete di pensare a voi stessi e i vostri soldi. Voi sapete che il sudario non ha delle tasche, non potete portare niente con voi. Convertitevi al vero Gesù Cristo. Se non fate questo la vostra vita stessa andrà persa  e sarà la peggiore delle sconfitte”. Papa Francesco, nell’omelia della messa al Foro Italico di Palermo, 25 anni dopo l’anatema di San Giovanni Paolo II nella Valle dei Templi e quattro anni dopo la scomunica lanciata in Calabria, Bergoglio torna a stigmatizzare la mafia e tutti i suoi affiliati, artefici di una lunga scia di violenze ed omicidi come quello di padre Pino Puglisi, di cui oggi ricorre il 25esimo anniversario.

“La legge del denaro è perdente avere significa volere, più hai e più vuoi, è una brutta dipendenza, è come una droga, chi si gonfia di cose scoppia – aggiunge il Pontefice – Chi ama invece trova la gioia dentro e il sorriso fuori come è stato per don Pino. 25 anni fa coronò la sua vittoria con il sorriso, con quel sorriso che non fece dormire di notte il suo uccisore. Il suo sorriso trasmetteva la forza di Dio, non un bagliore accecante ma la luce di Dio”.

Il Papa chiude il suo intervento con un invito ai laici affinché possano cambiare la società, citando ancora una volta, il Beato Puglisi. “Non si può seguire Gesù con le idee, bisogna darsi da fare. ‘Se uno può fare qualcosa si può fare molto’ ripeteva don Pino. Domandiamoci che cosa posso fare io? Per la Chiesa, per gli altri. Non aspettare che la chiesa faccia qualcosa o la società faccia qualcosa, comincia tu! Abbiate paura della sordità. E’ l’unico populismo possibile, l’unico “populismo cristiano”: sentire e servire il popolo, senza gridare, accusare e suscitare contese. Così ha fatto Padre Pino povero fra i poveri della sua terra, la sua sedia era rotta nella sua stanza ma non era il centro della vita, perché non stava seduto a riposare ma viveva in cammino per amare. Dare la vita è stato il segreto della sua vittoria, il segreto della vita bella. Oggi cari fratelli e sorelle – conclude Francesco – scegliamo anche noi una vita bella”.

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