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Pistola in pugno contro i neri al grido “Vi ammazziamo tutti”. Sette arresti

Con un’indagine lampo la Procura di Palermo e i Carabinieri della Compagnia di Partinico hanno chiuso il cerchio attorno al raid razzista di Ferragosto, tra Trappeto e Partinico, in provincia di Palermo. Sette gli arresti decisi dal giudice per le indagini preliminari Walter Turturici, a carico di un’intera famiglia.

In carcere sono finiti Antonino Rossello (accusato anche di avere violato la sorveglianza speciale alla quale era sottoposto), Roberto Vitale e il fratello Salvatore, Emanuele Spitaleri. Per Valentina Mattina, moglie di Spitaleri e sorellastra dei Vitale, Giacomo Vitale, padre di Roberto e Salvatore, e Rosa Inverga, moglie di Giacomo Vitale, il gip Walter Turturici ha deciso gli arresti domiciliari.

Violenza privata e lesioni con l’aggravante dell’odio razziale, le accuse contestate dalla procura. Un’ottava persona, Maria Cristina Schirò, resta indagata.

“Neri di merda dovete morire entro stasera. Vi ammazziamo tutti, falli scendere che te li riporti in comunità tutti morti”. Così ha urlato con la pistola in pugno, uno degli aggressori a sei migranti minorenni, pestati e minacciati. I ragazzi avevano partecipato a una festa organizzata da un pub con il consenso della direttrice della comunità dove risiedono.

Un’aggressione scoppiata perché quei sei ragazzini gambiani in riva al mare, davanti a un pub di Ciammarita, si stavano divertendo e ridevano.

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