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Ciminnisi: Soddisfazione per la giornata delle vittime della mafia e per l’assegnazione di un immobile in comodato d’uso all’Associazione Emanuela Loi a San Giovanni Gemini

“Non posso che esprimere soddisfazione per l’istituzione di una giornata per ricordare le vittime della mafia e della criminalità organizzata, in Sicilia, come da richiesta di una delegazione di familiari di vittime innocenti di mafia che negli scorsi anni sono stati ricevuti all’Ars.

Quella che era una nostra richiesta, grazie alla legge scritta dai deputati Salvatore Siragusa (primo firmatario), Matteo Mangiacavallo e dai componenti del M5S della prima commissione legislativa dell’Ars di questa e della precedente legislatura, è finalmente una realtà che ci consentirà, il 30 aprile di ogni anno, di ricordare le nostre vittime, perché una maggiore conoscenza del fenomeno mafioso possa un giorno portare a debellare questo cancro della nostra società.”

Ad affermarlo è Giuseppe Ciminnisi, coordinatore nazionale dei familiari vittime di mafia dell’Associazione nazionale “I Cittadini contro e mafie e la corruzione”.

 

“Ulteriori passi avanti in tal senso – continua Ciminnisi – sono la previsione di un Forum, strumento di dialogo e confronto fra i soggetti istituzionali e della società civile e l’impegno dei deputati 5stelle della Commissione Antimafia affinchè si elabori un codice etico sia sui dipendenti pubblici ma anche sui rappresentanti politici.

Non meno encomiabile l’impegno della Giunta del Comune di San Giovanni Gemini, presieduta dal Sindaco Carmelo Panepinto, che nei giorni scorsi ha deliberato la concessione in comodato di un immobile all’Associazione Emanuela Loi, perché possa essere adibito a “Casa della memoria delle vittime innocenti di mafia ” e Museo della Antimafia ed essere destinato ad accogliere convegni, presentazione di libri aventi i temi, condivisi dagli associati, di cittadinanza attiva quali democrazia, convivenza, diritti  umani,  promozione  della  cultura  della  legalità  per la prevenzione del crimine organizzato e mafioso.

Finalmente, due diversi eventi, l’uno regionale e l’altro locale, dimostrano che quando si vuol fare seriamente antimafia non mancano gli strumenti per farlo in maniera fattiva.

Auspichiamo che anche altre forze politiche o rappresentanti locali – conclude Ciminnisi –  vogliano impegnarsi alla stessa maniera, rifuggendo dalle passerelle politiche e da logiche di carattere puramente associative, che, purtroppo, per tanto tempo hanno caratterizzato l’operato di un’antimafia di facciata che oggi si trova a dover fare i conti con una realtà poco edificante, così come è emerso dalle più recenti attività investigative.”

 

Giuseppe Ciminnisi

Coordinatore nazionale Familiari vittime di mafia

Associazione “I Cittadini contro le mafie e la corruzione”

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