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Canicattì, quale salvagente per il “Burgio-Corsello”?

Quale sarà il futuro dell’Istituto Assistenziale “Burgio-Corsello” di Canicattì? Difficile trovare al momento una risposta a questo interrogativo. Nemmeno il consiglio comunale straordinario che si è celebrato stamattina al primo piano della struttura è servito per trovare una soluzione ai problemi della casa di riposo canicattinese.

Alla seduta, voluta dai consiglieri comunali, sono intervenuti il vice presidente dell’Ars, Roberto Di Mauro, e i deputati regionali Michele Catanzaro, Giovanni Di Caro e Carmelo Pullara, invitati dal presidente dell’Aula, Alberto Tedesco. Ognuno di loro ha promesso di impegnarsi per l’opera pia di Canicattì così come per le altre presenti in Sicilia. Ma ci si chiede “come”. Qual è la soluzione per evitare che quella definita da tutti come un’istituzione della città possa chiudere i cancelli? Saranno sufficienti il piano di risanamento preparato dal commissario Guglielmo Reale e il ddl di riordino delle ipab di cui si parla da anni e anni?

Attualmente l’istituto è ‘disabitato’, sia gli anziani che gli immigrati ospiti sono stati trasferiti in altre strutture del territorio tra le tante difficoltà che possono venirsi a creare per una persona di terza età. Ci sono solo i dipendenti di ruolo che aspettano di capire dove andranno a finire. Una possibilità potrebbe essere quella di essere assorbiti dal comune di Canicattì, già in pessime condizioni. Ipotesi questa, però, che secondo Roberto Di Mauro significherebbe aprire un contenzioso con l’ente che potrebbe finire per chiudersi tra 10 anni. Allora si chiede un ulteriore sacrificio al personale, da 5 anni senza stipendio, agli stessi impiegati che in tutti questi anni si sono adoperati con amore e rinunce per non interrompere il servizio agli ospiti della struttura e che per far valere i loro diritti si sono rivolti a degli avvocati. E adesso dovrebbero ritirare le azioni legali per dare l’ennesima possibilità a chi guida la casa e alla politica, finora assente e disinteressata, di salvare quello che sembra insalvabile.

Il vice presidente dell’Ars ha invitato tutti a pazientare perché  nel giro di uno o due mesi al massimo grazie il disegno di legge sul riordino delle ipab le condizioni delle opere pie cambieranno. Della stessa idea Carmelo Pullara, il quale si è detto disponibile ad ascoltare i dubbi o le proposte dei presenti alla riunione o di chi vorrà contattarlo per emendare il ddl. Giovanni Di Caro ha reso noto di avere presentato, proprio stamattina, al commissario del “Burgio-Corsello”, una richiesta di accesso agli atti della casa dal 2010 al 2018. Per il deputato bisogna “fare chiarezza sul passato, pensare al futuro” e trovare “la perdita” che ha portato alla situazione attuale l’ipab. Anche il comitato spontaneo di cittadini nato per evitare la chiusura dell’istituto, per voce di Luigi Cilia, ha avvertito che “non sarà messa nessuna pietra tombale sul passato della ‘Maria Burgio”. “Saremo vigili e ci batteremo affinché questa costola della nostra città non chiuda o venga in mente che qualche nuova cooperativa possa sostituirla”. Michele Catanzaro ha invitato tutta la politica “a fare convergenza e squadra”. “La politica è responsabile tutta, bisogna voltare pagina e lavorare in sinergia”.

Intanto, da domani i dipendenti torneranno a lavoro ancora senza garanzie.

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