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Inchiesta “Switch On”, concessi i domiciliari a palmese

In carcere c’è rimasto solo pochi giorni. Al ventiseienne di Palma di Montechiaro, Roberto Onolfo, coinvolto nell’inchiesta “Switch On”, scaturita da un’inchiesta su furti, rapine e ricettazione, sono stati concessi gli arresti domiciliari.

Lo ha deciso il Gip del Tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano, in accoglimento della richiesta del legale difensore dell’indagato, l’avvocato Giuseppe Vinciguerra.

“Non ci sono più le esigenze cautelari per tenere l’indagato in carcere”.

Il legale ha chiarito che il suo assistito non si è mai sottratto alla cattura, conseguenza dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Agrigento, Alessandra Vella, né si sarebbe reso irreperibile.

Quando è scattato il blitz si trovava in Germania, con tutta la famiglia, per motivi di lavoro.

Il palmese, lo scorso febbraio era sfuggito ai fermi eseguiti della Squadra Mobile della Questura di Agrigento, che avevano, fermato altri tre soggetti tutti di Palma di Montechiaro, Ignazio Rallo, Francesco Orlando, e Franco  Lo Manto.

Sarebbero loro gli autori di decine e decine di furti compiuti in abitazioni, villette, chiese, strutture pubbliche, e in aree di pertinenza di Enel per rubare il rame, nei territori della provincia agrigentina.

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