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Il favarese Russotto: “Mio cognato mi ha tirato in ballo per vendetta”

“Mio cognato ce l’ha con me, perché io sono sempre stato contrario al fidanzamento con mia sorella. Si sta vendicando”.
Si difende e respinge le accuse il ventinovenne favarese Gerlando Russotto, arrestato dalla Squadra Mobile di Agrigento, con l’accusa di avere partecipato all’agguato in Belgio, ai danni del ristoratore Saverio Sacco, comparso stamani davanti al Gip del Tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano che ha emesso, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, dietro richiesta del procuratore aggiunto Salvatore Vella.

A fare il nome di Russotto, autoaccusandosi, è stato il cognato Mario Rizzo, 32 anni, anche lui di Favara, che si è deciso a collaborare con gli inquirenti, raccontando ogni cosa, sull’agguato a Sacco, nel quale sarebbe coinvolto anche l’empedoclino Salvatore Prestia, 38 anni (cognato di Fabrizio Messina), per quel fatto arrestato, e poi scarcerato.

Russotto, assistito dal suo difensore, l’avvocato Salvatore Cusumano, ha risposto alle domande del Gip, e ha chiarito. “Mi trovano in Belgio per lavoro, quel giorno non ero con mio cognato, né con Prestia”. Sulle armi trovate nel sottotetto della palazzina, dove abitava: “Le ha messe in quel posto mio cognato per vendicarsi”.

L’avvocato Cusumano, al termine dell’interrogatorio, ha chiesto al giudice l’attenuazione della misura cautelare e la sostituzione del carcere, con gli arresti domiciliari, con l’applicazione del braccialetto elettronico.

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