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I beni confiscati a Marturana: 6 abitazioni, terreni e 18 mila euro in contanti

Sono 6 appartamenti (5 a Canicattì’ e 1 a Torino), diverse porzioni di terreno (in territorio di Canicattì, Naro e Grottarossa), e un conto corrente presso un istituto di credito di 18 mila euro, i beni confiscati dai poliziotti della Divisione Polizia Anticrimine, della Questura di Agrigento, a carico di Gaetano Gioachino Mario Marturana, 53anni, di Canicattì, già condannato per il reato di usura nella complessa vicenda criminale svelata dall’operazione “Tie Break”, quale promotore ed organizzatore dell’associazione dedita all’attività usuraia, rimediando un’altra condanna, all’ergastolo per l’omicidio di Angelo Anello, avvenuto nel 2005.

L’ammontare del valore dei beni e di poco meno di 1 milione di euro. Occorre sottolineare, che tutte le azioni criminali di Marturana ruotavano attorno a quella che può essere definita l’attività principale, ovvero l’usura. Uno dei sodali di Marturana era quel Calogero Ciulo, ucciso nel settembre del 2013 a Canicattì.  Sull’omicidio Anello, Morturana attraverso raggiri e approfittando dello stato di analfabeta della vittima, era riuscito a stipulare un atto ci compravendita di un terreno coltivato a vigneto, del valore di 170 mila euro, sborsando solo 15 mila euro. Alla denuncia di Anello la decisione di sopprimerlo.

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