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Inchiesta Borgo Scala dei Turchi, 4 condannati e 8 rinvii a giudizio

Quattro condanne, e otto rinvii a giudizio, le decisioni del Gup del Tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano, al termine dell’udienza preliminare, del processo sul “Borgo Scala dei Turchi”. Tutti condannati i quattro imputati che, hanno scelto il rito abbreviato: 8 mesi di reclusione e 18 mila euro di ammenda è la pena inflitta a Gaetano Caristia, presidente della “Comaer”, l’impresa che, si stava occupando dei lavori di costruzione delle villette; 8 mesi e 18 mila euro di ammenda a Sebastiano Comparato, legale rappresentante e socio maggioritario della “Comaer”; 6 mesi e 16 mila euro di ammenda a Giovanni Francesco Barraco, direttore dei lavori; 4 mesi e 9 mila euro di ammenda ad Antonino Terrana, dirigente della Soprintendenza di Agrigento.

I quattro sono stati condannati per tutti i capi di accusa. La pena è sospesa a condizione del ripristino dei luoghi. Il pm Antonella Pandolfi aveva concluso la requisitoria chiedendo le condanne a due anni di reclusione ciascuno. Caristia, Comparato e Barraco sono difesi dagli avvocati Luigi Restivo e Giusy Scavuzzo; Terrana dall’avvocato Scozzari. Inoltre gli imputati sono stati condannati al risarcimento dei danni alle parti civili, Legambiente Sicilia (con l’avvocato Daniela Ciancimino), e di una donna, proprietaria di un lotto di terreno che, sarebbe stato reso inaccessibile dalle nuove costruzioni, rimaste peraltro incomplete (rappresentata dall’avvocato Floriana Salamone).

Sempre il Gup Provenzano ha disposto il rinvio a giudizio degli altri 8 imputati, l’ex sindaco di Realmonte Giuseppe Farruggia, e il fratello Giuseppe (difesi dall’avv. Enrico Quattrocchi), progettista il primo e direttore dei lavori il secondo; il tecnico dell’impresa Daniele Manfredi (difeso dall’avv. Antonino Sammartano); i funzionari del Comune di Realmonte Cristoforo Sorrentino (difeso dall’avv. Leonardo Marino) estensore del parere istruttorio della lottizzazione e Giuseppe Vella (difeso dall’avv. Giuseppe Scozzari) dirigente dell’ufficio tecnico; e dei funzionari della Soprintendenza Vincenzo Caruso (difeso dall’avv. Gaetano Caponnetto), Calogero Carbone (difeso dall’avv. Alessandro Patti) e Agostino Friscia (difeso dall’avv. Sergio Indelicato).

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