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Edilizia scolastica il Movimento 5 Stelle, sollecita il Governo Musumeci

“Proprio oggi parte un’iniziativa del collega on. Di Paola che ha come obiettivo quello di accendere i riflettori sulle opere incompiute in Sicilia. Ufficialmente le opere pubbliche incompiute, ai sensi del decreto ministeriale 13 marzo 2013, n. 42 in Sicilia sono 162. Ma sappiamo bene che le opere pubbliche non ultimate sono molte di più. Quasi tutti i lavori sforano i tempi contrattuali; perizie di variante a dir poco fantasiose; una legge sulle gare di appalto che danneggia gli imprenditori onesti ed è anche la causa di opere pubbliche scadenti. Perché se un imprenditore è costretto ad applicare una percentuale di ribasso d’asta che sfiora il 40% per aggiudicarsi l’esecuzione di un opera pubblica, se è onesto fallisce se è meno onesto magari usa cemento depotenziato.

Ma le opere pubbliche spesso rimangono incompiute anche perché le imprese falliscono per crediti nei confronti della Pubblica Amministrazione. E qui, siamo al motivo del mio intervento in aula all’ARS di oggi. Il Dipartimento Regionale Istruzione e Formazione Professionale per certificare celermente la spesa che fa riferimento all’ASSE 10 del PO FESR 2014-2020. (edilizia scolastica).

Per certificare la spesa dell’obiettivo tematico 10 il dipartimento sta traslando tutta una serie di interventi in corso d’opera, finanziati precedentemente con delibere CIPE e con mutui BEI per l’edilizia scolastica. Nello specifico per coerenza tematica questi fondi saranno a valere della linea di intervento 10.7.1. del PO FESR 2014-2020. Fin qui nulla di straordinario: il Dipartimento ha la necessità di certificare la spesa entro l’anno e quindi fa questa operazione di partita di giro. Il problema è che questa partita di girosi sta trasformando in una presa in giro per le imprese che hanno da tempo iniziato i lavori e finora non hanno ricevuto la liquidazione degli stati di avanzamento. Cioè i comuni non riescono a pagare le fatture delle imprese perché la Regione non ha ancora trasferito neanche un centesimo ai comuni. Il rischio, è quello di veder crescere l’elenco delle incompiute in questa Regione. Perché le imprese non ricevono i soldi in tempo, alcune non riescono neanche a pagare i contributi degli operai, così hanno il documento unico di regolarità contributiva non in regola e quindi poi col DURC non in regola non possono riceve i pagamenti quando finalmente arriva il momento.

Per questo tipo di cose, non ci sono ferie perché le scadenze non vanno in ferie: i contributi vanno pagati in tempo così come i fornitori. Quindi vorrei invitare caldamente il governo ad attivarsi per procedere immediatamente al trasferimento delle somme ai comuni per le linee di intervento in cui la spendibilità è da certificare entro il 2018 e dare una boccata di ossigeno alle imprese.”

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