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Mafia agrigentina, Cilona: “Gli imprenditori denunciano”

“Gli imprenditori denunciano, e ci auguriamo che, in futuro possano essere sempre di più”. Lo dice il capo della Direzione investigativa antimafia di Agrigento, Roberto Cilona, nel corso dell’incontro con i giornalisti che, si è tenuto ieri pomeriggio, nella sala conferenze degli uffici della Dia di via Petrarca, per analizzare le principali criticità, e il “modus operanti” delle mafie, prima fra tutte Cosa Nostra, a pochi giorni dalla pubblicazione della relazione semestrale della Dia (1 luglio 2017 – 31 gennaio 2018).

“Ciascuno di noi può fare antimafia – continua Cilona -, l’antimafia è in ogni cittadino. Il crimine organizzato può essere combattuto anche con piccole azioni quotidiane, il ragazzo smette di comprare e consumare droga, o smette di giocare d’azzardo, cominciano a colpire canali di approvvigionamento delle mafie. Gli imprenditori, infine, devono rifiutare di pagare il pizzo”.

Cosa Nostra agrigentina, oggi è una struttura meno militarizzata, ma con la presenza di più colletti bianchi. “L’assenza di guerre di mafia rende ancora più lucrosi gli affari dei clan –  aggiunge Cilona -. Anche i molti capimafia usciti dal carcere, dopo aver scontato lunghe condanne, non vogliono attirare eccessiva attenzione”.

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