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Mafia, inchiesta “Montagna”: ricorso rigettato, boss resta in carcere

Il trentottenne di Santa Elisabetta, Francesco Fragapane, catturato nell’ambito dell’inchiesta antimafia “Montagna”, resta in carcere. Lo ha deciso la Cassazione, che ha rigettato il ricorso della difesa, ed ha confermato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere del Gip di Palermo.

Secondo i Carabinieri del Reparto Operativo di Agrigento e  i magistrati della Dda di Palermo, Francesco Fragapane, figlio del boss ergastolano Salvatore, pezzo da 90 della mafia agrigentina, era il capo del nuovo Mandamento della Montagna. Così come confermato anche dai racconti del collaboratore di giustizia Giuseppe Quaranta.

Tempo fa in una delle tante conversazioni intercettate dai Carabinieri, un mafioso ragusano, in viaggio di “affari” nella provincia di Agrigento, incontrando proprio Francesco Fragapane, lo ha definito “Il Gotha della mafia…il centro della mafia”.

E sempre Francesco Fragapane, a fare accordi con le ‘ndrine calabresi, in particolare con i Bellocco di Rosarno. E ancora il figlio dell’ex capo provincia avrebbe fatto da “collante” tra la famiglia di Favara e il “Mandamento della Montagna”.

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