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Traffico di reperti archeologici, 23 arresti. Sei sono agrigentini

Ci sono anche 6 agrigentini, tra 23 le persone, raggiunte da misure cautelari nell’ambito dell’operazione dei carabinieri “Demetra”, perché ritenuti responsabili, a vario titolo, di far parte di un’associazione a delinquere transnazionale dedita al traffico di reperti archeologici, provento di scavi clandestini nelle province di Agrigento e Caltanissetta.

In carcere sono finiti Francesco Lucerna, 76 anni, di Riesi, Matteo Bello, 61 anni, di Ravanusa, Francesco Giordano, 71 anni, di Campobello di Licata, Luigi Giuseppe Grifasi, 64 anni, di Ravanusa, Calogero Ninotta, 39 anni, di Ravanusa, Gaetano Romano, 58 anni, di Ravanusa, Gaetano Patermo, 63 anni, di Riesi e Palmino Pietro Signorelli, 66 anni di Belpasso.

Arresti domiciliari per Valter Bertaggia, 70 anni, di Collegno (Torino), Giovanni Lucerna, 49 anni, di Torino, Maria Debora Lucerna, 55 anni, di Torino, Salvatore Pappalardo, 75 anni, di Misterbianco, Calogero Stagno, 51 anni, di Favara, Luigi Signorello, 34 anni, di Belpasso e Luigi La Croce, 62 anni, di Strongoli.

L’operazione è stata condotta in sinergia con i comandi provinciali di diverse città italiane e il supporto del 9° nucleo elicotteri di Palermo e dello Squadrone eliportato “Cacciatori Sicilia”. Contemporaneamente in ambito europeo, grazie al coordinamento di Europol ed Eurojust sono stati eseguiti 3 mandati di arresto europeo nei confronti dei componenti dell’organizzazione residenti a Londra, Ehingen e Barcellona.

Oltre 250 i carabinieri impegnati, che hanno operato sia in territorio italiano che estero, congiuntamente ad investigatori della Metropolitan Police di Londra, della Polizia Criminale del Baden Wuttemberg e della Guardia Civil Spagnola.

L’indagine è stata avviata nell’estate del 2014 a seguito di un episodio di scavi clandestini nel territorio di Riesi. Dall’inizio delle indagini, i carabinieri hanno recuperato 20,000 beni archeologici, per un valore di mercato superiore a 40 milioni.

L’operazione Demetra ha riguardato due filoni principali: il primo da cui sono partite le indagini vede come figura cardine Francesco Lucerna, 76 anni, personaggio cui faceva riferimento un articolato sodalizio criminale da decenni operava un sistematico saccheggio di aree archeologiche nissene ed agrigentine, destinando i reperti a facoltosi collezionisti del Nord Italia.

Il secondo, di respiro internazionale, è stato sviluppato approfondendo elementi emersi nella prima fase dell’indagine, e gli indagati risultavano in collegamento con una holding criminale transnazionale guidata dal mercante d’arte londinese Veres William Thomas, personaggio noto nell’ambito del traffico di reperti archeologici.

Per aumentare ulteriormente i profitti, anche questa organizzazione disponeva di falsari, la cui base logistica è stata individuata a Riesi. In tale ambito sono stati arrestati, in esecuzione di Mandato di Arresto Europeo: William Thomas Vere, 64 anni, residente a Londra; Andrea Palma, 36 anni, originario di Gela e residente a Ehingen.

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