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Canicattì, ‘baratto amministrativo’: Palermo interroga Di Ventura

Il consigliere comunale di Canicattì Umberto Palermo ha rivolto un’interrogazione al sindaco Ettore Di Ventura e ai responsabili dei Servizi finanziari e ufficio Tributi per sapere se la giunta intende attuare il ‘baratto amministrativo’, venendo “incontro alle difficoltà economiche che affliggono diversi cittadini vista promessa fatta in campagna elettorale”.

In particolare, Palermo chiede all’amministrazione se pensa di “istituire con apposita Delibera le condizioni per la realizzazione di interventi su progetti presentati da cittadini singoli o associati, purché individuati in relazione al territorio da riqualificare attraverso il ‘baratto amministrativo’ ai sensi dell’ art. 24 della Legge 164/2014; sensibilizzare la cittadinanza alla partecipazione attiva al fine di migliorare gli interventi atti alla riqualificazione delle aree pubbliche, la pulizia e la manutenzione delle stesse, l’abbellimento di aree verdi, piazze, strade, l’assistenza alle scolaresche, gli interventi di decoro urbano e di recupero”.

“Considerata la delicata situazione economica che sta attraversando il nostro Paese, a causa della quale diversi cittadini risultano morosi o inadempienti rispetto anche al pagamento dei tributi comunali – suggerisce l’ex assessore all’Ambiente – si potrebbe coinvolgere i cittadini in difficoltà con i pagamenti facendoli partecipare attivamente alla manutenzione dei luoghi pubblici consentendo in tal modo agli stessi di poter adempiere ai propri obblighi tributari e in tal modo si otterrebbe un duplice risultato, ovvero, da un lato rendere partecipe attivamente della cura della propria città il cittadino, e dall’altro permettere allo stesso di poter usufruire del cosiddetto “baratto amministrativo” previsto dallo “Sblocca Italia” che consente la possibilità di scambiare la propria manodopera con le tasse comunali da pagare. Così facendo – sostiene Umberto Palermo – non solo si potrebbe contribuire a rendere più bella e pulita la nostra città, ma si consentirebbe a chi è in difficoltà economiche di poter ottemperare al pagamento dei tributi locali, con la propria forza lavoro”.

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