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“Anno 3157”, pubblicato il nuovo libro del canicattinese Angelo Lo Verme. Intervista all’autore

“Anno 3157” è il titolo dell’ultimo libro del canicattinese Angelo Lo Verme, collaboratore della nostra testata giornalistica.

La storia è ambientata appunto nell’anno 3157, un futuro lontano, dove gli esseri umani si sono estinti e hanno lasciato il posto ad animali evoluti.

L’autore realizza un’indagine, in forma narrativa, attraverso la quale tenta “umilmente di comprendere le ragioni del male partendo da un’idea tradotta in tesi”.

L’intervista ad Angelo Lo Verme.

Perché questo titolo?

L’anno 3157 è la data in cui avvengono gli avvenimenti fantastici contenuti nel mio libro, da ciò l’omonimo titolo. Tale anno però è riferito ad un’epoca distante da noi sedici milioni di anni che chiamo Neoanimale: un tempo che ho ritenuto pressappoco necessario affinché buona parte del mondo animale intraprendesse un percorso evolutivo simile al nostro.

 

Di cosa tratta il tuo libro?

E’ un’indagine, in forma narrativa, attraverso la quale tento umilmente di comprendere le ragioni del male partendo da un’idea tradotta in tesi.  L’assioma è che il genere umano con le sue nobili facoltà è capace di creare grandi cose ma anche di commettere enormi atrocità, mentre il mondo animale che vive di istinto e di una intelligenza più o meno inferiore commette soltanto quel “male necessario” finalizzato alla sopravvivenza. Ciò è indiscutibile. La mia tesi è che il motivo possa risiedere proprio in tale differenza. Tesi che non sta a me dimostrare in quanto non possiedo le necessarie competenze scientifiche, ma essa intende essere uno stimolo per chi le possiede per tentare di scoprire le ragioni più profonde del tanto male che avvelena il nostro mondo. Puntualizzi che quando sopra ho scritto “male necessario”, intendo ovviamente riferirmi soltanto a quello commesso dal mondo animale, altrimenti ritengo che il male non sia mai necessario.

 

Cosa ti ha spinto a scriverlo?

Come tutti possiamo notare, il male purtroppo sembra da tempo predominare sul bene. Le guerre, il crimine organizzato e comune, le tante ingiustizie mai risolte e le enormi differenze nella distribuzione della ricchezza, la cui forbice si allarga ogni giorno di più, fanno pensare che la soluzione non possa essere soltanto politica. A mio parere è necessario scandagliare nell’animo umano, comprendere le ragioni dell’egoismo, della prevaricazione e della tendenza umana ad incettare più possibile a discapito dei suoi simili. Ciò accade a vari livelli, a cominciare da quello politico fino a scendere fino ai singoli individui. La vera rivoluzione è quella interiore e spirituale, nella quale anche le religioni devono intraprendere una direzione più moderna. Formare il singolo in maniera sana è prioritario, affinché poi la somma dei singoli, la società appunto, diventi essa stessa sana innescando in tal modo un formidabile circolo virtuoso. Al momento sembra utopia, ma dato che è evidente che le altre rivoluzioni, sia di sinistra che di destra, hanno fallito, un altro tipo di rivoluzione deve escogitarsi! In “Anno 3157” ho coniato l’aforisma ossimorico: “Realizzare l’utile utopia possibile”, cioè, ciò che è socialmente utile realizzare ma che per difetto di volontà, o, peggio, per opportunità lobbistico-politica, viene dialetticamente distorto e rubricato a utopia e quindi non concretizzato. In sostanza, la soluzione non può essere soltanto politica, ed è importante, dato che essa decide l’andamento del mondo, che sia costituita sempre da individui sani.

 

Nel tuo libro i protagonisti sono animali evoluti… e non esseri umani.

Sì, è proprio così. In “Anno 3157” il genere umano lo immagino estinto, purtroppo, da sedici milioni di anni, per mere esigenze narrative; anche se a volte sembra che facciamo poco per scongiurare tale evenienza, dato che le armi di distruzione di massa, le armi nucleari, riempiono ancora gli arsenali di parecchi Paesi. Ad ogni modo, nel mio libro il genere umano viene citato dagli Animali Evoluti per lo più come esempio negativo, di cui apprezzano comunque quel nostro patrimonio culturale che è riuscito a salvarsi dall’aggressione del tempo. Gli Animali Evoluti camminano in posizione eretta, sono simili a noi, tranne che nei lineamenti del viso, sono consapevoli e intelligenti pressappoco quanto noi e hanno raggiunto un livello tecnico-scientifico simile al nostro. Come noi si fanno pure la guerra, dopo l’ultima delle quali si convincono che se non agiscono in maniera determinata e diversa l’estinzione sarà solo questione di tempo. Insomma, questi Animali Evoluti fanno tesoro dell’esperienza umana, noi dovremmo fare tesoro di noi stessi immaginando i possibili eventi futuri.

 

Cos’è per te il male? E il bene?

Domanda da un milione di dollari! Proverò a rispondere sinteticamente con una mia definizione contenuta nel libro. Il male è lo squilibrio nei rapporti di forza tra istinto e ragione, il bene è il suo riequilibrio. Cioè, un istinto rimane sano, come generalmente negli animali, fin quando non viene deviato dalla eccessiva ingerenza e repressione della ragione. L’istinto è un motore naturale importante contenuto nei nostri geni, come negli animali, e noi dotati di intelletto, il quale è o dovrebbe essere la nostra saggia guida, dobbiamo soppesare bene e forse rivedere i limiti entro cui le ragioni delle convenienze sociali devono far pagare l’obolo all’istinto che se corrotto influenza negativamente la ragione al punto della follia. La società odierna non è affatto sana, e come recita un aforisma che campeggia ancora sopra il portone d’ingresso dell’ex ospedale psichiatrico agrigentino: “Non tutti ci sono. Non tutti lo sono”.

 

Qual è il messaggio che vuoi lanciare ai lettori?

Essenzialmente di pace e di armonia, narrando paradossalmente un episodio di guerra per farne risaltare in tutta la sua crudezza narrativa l’atrocità e disumanità. Narro un atto di eroismo compiuto da una squadra militare di felini nella sanguinosa guerra dei “Centocinquanta giorni” tra l’anno 3126 e 3127 dell’immaginaria era Neoanimale. Un’altra parte del messaggio è l’importanza della vantaggiosa economia della pace contrapposta alla deleteria politica guerrafondaia.

 

Dove è reperibile il libro?

E’ reperibile online, in cartaceo sul sito di Ilmiolibro.it e in ebook su Amazon.

 

E’ la tua prima pubblicazione?

No. Già a cominciare dal 2009 ho pubblicato altre opere, prima con la casa editrice Stampalibri.it, e poi in cartaceo sul sito di Ilmiolibro.it, e in ebook su Amazon i seguenti libri: la raccolta di Poesie “Impressioni”, il romanzo “Amore platonico”, la pièce tragicomica “C’è sempre tempo!”, il saggio “La mafia, la Sicilia e Leonardo Sciascia”, la raccolta di fiabe “Fiaabeeee! Fiaabeeee per tutti!”, la raccolta di articoli “Giornalismo: una missione, 77 + 52” (77 sono appunto il numero di articoli della prima edizione e 52 il numero della seconda edizione) e varie altre pièce.

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