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E’ possibile la convivenza pacifica tra gli esseri viventi?

Il mondo non è fatto solo di gente semplice come colombe, né di persone astute come serpenti. Il mondo non è monocromatico, altrimenti sarebbe triste. Il mondo è vario, a colori, capace di contenere tutti, di accogliere ogni forma di vita e soprattutto, per quanto riguarda gli uomini, ogni diversità etnica, culturale e abitudini. In fondo il mondo è come l’arca di Noè che al suo interno porta una coppia di animali per ogni specie e, quindi, le più svariate forme di vita. Dove c’è vita vi è anche capacità di convivenza pacifica. Che bel racconto biblico! Mostra la capacità dell’arca, costruita da Noè su suggerimento divino, di mettere insieme tutti gli animali al suo interno e farli convivere pacificamente. E’ possibile la convivenza pacifica tra gli esseri viventi? Il testo biblico che ci racconta del diluvio universale, ci dice di sì.

Grande lezione di vita per noi questo racconto! Anche se la storia degli uomini continua a parlarci di lotte, guerre, omicidi, odio fraterno e di rifiuto di asilo per gli stranieri. Forse noi uomini riflettiamo poco, eppure basterebbe soffermarsi sulle tante incomprensioni per capire che tutte le difficoltà che ostacolano la convivenza tra i popoli parte da noi, dal nostro egoismo, dalle nostre paure. “Difendiamo i nostri confini”, si sente dire spesso: ma i confini di chi. Vogliamo capire che la terra è madre di tutti, che i confini, spesso conquistati con spargimento di sangue, sono un’invenzione umana? “La Terra non è nostra – dicono i nativi americani – siamo noi che apparteniamo a essa”.

L’arca, del racconto biblico, prefigura la Chiesa, è il diluvio tutto il male presente nel mondo. Il male, quindi, non è insito nei viventi, nelle persone ma è nell’ordine delle cose del mondo. Gli uomini non nascono buoni o cattivi ma possono diventare l’uno o l’altro a secondo le esperienze di vita, l’educazione, le scelte che fanno. E la Chiesa è chiamata a parlare e, dove possibile educare, a tutti gli uomini, nessuno escluso.

Il problema vero è che alcune volte il “marciume si annida pure nella Chiesa” (Card. Ratzinger, Via crucis al Colosseo del 2005). Anche Paolo VI ebbe a dire che: “Il fumo di satana è entrato nel Tempio di Dio” (Paolo VI, 29 giugno 1972). Purtroppo è così, nella Chiesa alcune volte attecchisce il peccato ne abbiamo fatte esperienze e alcune volte anche artefici, perché tutti noi siamo portatori, anche se in minima parte, del “lievito di malizia”, per dirla con San Paolo.

Non ci sorprendano le parole paoline sopra citate, perché anche i padri della Chiesa ci suggeriscono una riflessione in tal senso: “La Chiesa è santa e peccatrice”. Santa perché voluta da Dio, istituita da Cristo e guidata e sorretta dallo Spirito Santo; essa però è anche peccatrice perché fatta di uomini peccatori.

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