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Nubifragio a Canicattì, l’acqua caduta poteva mandare in tilt il paese? E’ tempo di riflessioni

Splende il sole su Canicattì, dopo il nubifragio che ha colpito la città provocando diversi danni. Auto intrappolate in vari punti, strade allagate, tombini scoppiati, cornicioni caduti.

E’ stata una vera e propria emergenza che avrebbe potuto trasformarsi in tragedia e che ha portato alla mente l’alluvione del 1991 in cui ci furono due vittime.

Diversi gli interventi dei vigili del fuoco e le segnalazioni giunte al distaccamento di contrada Carlino.

Veicoli intrappolati sotto al ponte della posta centrale, in via Carlo Alberto,, in zona Oltreponte, lungo la circonvallazione in via Onorevole Giglia, in piazza IV Novembre e in altre zone del paese. Allagato un noto supermercato. In via Togliatti ad una famiglia è entrata acqua dal tetto. Scantinati e garage sommersi. Non sono mancati anche i disagi alle linee telefoniche ed internet.

Ma quanta acqua è caduta su Canicattì?

Secondo il Servizio Informativo Agrometeoreologico siciliano (nella foto) dalle 12.00 alle 16.00 a Canicattì sono caduti 29 mm di pioggia, contro i 61,8 di Licata, diversamente da quanto postato dal sindaco Ettore Di Ventura che, invece, fa riferimento ai dati di osservatorioacque.it.

Per gli esperti questa quantità non avrebbe potuto mettere in crisi un sistema di raccolta efficiente. Pertanto la causa di quanto accaduto ieri in città è da ricercare altrove. I tombini erano davvero puliti? Ne dubitiamo ed avvalorare la nostra ipotesi sono anche i reportage pubblicati di recente con i quali abbiamo denunciato più volte le condizioni di diverse zone del paese.

Se avesse cominciato a piovere poco prima in zona Oltreponte, dove proprio ieri si svolgeva il mercatino settimanale sarebbe successo il peggio. Dove avrebbero trovato riparo le tantissime persone che in quel momento affollavano via Carlo Alberto? A rimanere bloccati non sarebbero stati solo i veicoli.

Tra rabbia e sgomento video e foto hanno fatto il giro sui social. Dure le critiche contro l’amministrazione comunale accusata di essere impreparata a fronteggiare il nubifragio.

Ci chiediamo cosa è stato fatto dopo l’allerta diramata dalla Protezione Civile? Sarebbe stato il caso di annullare il mercatino settimanale? E perché nessuna comunicazione ufficiale ai cittadini sul rischio che avrebbero corso mettendosi alla guida o uscendo da casa?

Adesso è il momento delle riflessioni perché in futuro non si ripeta quello che è già accaduto e dagli errori s’impari, sempre se si è disposti ad accettarli e farne tesoro.

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