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Duplice tentato omicidio, fermi non convalidati. Ma i due palmesi restano in carcere

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, non ha convalidato i fermi dei palmesi Giuseppe Incardona di 62 anni (difeso dall’avvocato Giuseppe Vinciguerra) e Francesco Gueli, di 42 anni (difeso dagli avvocati Santo Lucia e Giovanni Castronovo), fermati lo scorso fine settimana, dai poliziotti della Squadra Mobile di Agrigento e dai loro colleghi del Commissariato di Palma di Montechiaro.

Ma ha applicato lo stesso a carco di entrambi la custodia cautelare in carcere con le accuse di tentato duplice omicidio e porto illegale di armi. I due questa mattina sono comparsi per l’udienza di fermo.

Incardona ha risposto alle domande del Gip, sostenendo di essere estraneo ai fatti, che gli vengono contestati: “Quell’Incardona è un omonimo”, ha detto. Gueli, invece, si è avvalso della facoltà di non rispondere.

I due palmesi, a quanto pare, si trovavano all’interno di un bar. Da una parte c’era Incardona, che stava discutendo animatamente con un soggetto, sembrerebbe per motivi riconducibili ad alcuni terreni. Discussione che avrebbe attirato l’attenzione di Gueli, che si sarebbe, quindi, inserito tra i ‘contendenti’.

Questo suo atteggiamento avrebbe indispettito il sessantaduenne.  E poco più tardi, solo per puro caso non ci ha rimesso la vita, il venticinquenne palmese Leandro Onolfo.

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