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Agrigento, il movimento Mani Libere chiede chiarezza sui ritardi della sentenza della Corte dei Conti sul sindaco Firetto

 

Vogliamo chiarezza: Firetto è o non è un buon amministratore? Ha o non ha provocato il dissesto di Porto Empedocle? I tempi per le attese sono finiti, la Corte dei Conti dia risposte ai cittadini agrigentini.

A quattro mesi dall’udienza convocata dalla sezione giurisdizionale della Corte dei Conti per “sentire condannare” Firetto e un suo ex dirigente comunale, attendiamo noi, e tutti gli agrigentini, di conoscere la decisione presa dai magistrati.
Nel frattempo, però, il sindaco del cambiamento e della rinascita sta influenzando pesantemente ed influendo sulla vita politico amministrativa della città per i prossimi decenni, predisponendo ad esempio atti di affidamento del patrimonio pubblico ai privati. E se i magistrati contabili lo dovessero condannare accogliendo in toto le accuse della Procura? Sancirebbero che è un sindaco che non sa amministrare, e che, dove lo ha fatto, ha contravvenuto alle pur minime regole contabili in materia di bene pubblico.
Agrigento sta vivendo uno dei suoi periodi più bui degli ultimi 30 anni, il nostro movimento lancia un grido di allarme ed un appello alle forze politiche e non della città di Agrigento e della intera Sicilia. Chi è stato eletto al Parlamento nazionale e Regionale nel collegio di Agrigento(Savarino, Sodano, Pagano, Catanzaro, Di Mauro, Mangiacavallo, Di Caro, La Rocca Ruvolo, Gallo Afflitto, Pullara, Bartolozzi, Marinello), inizi a farsi sentire e ad occuparsi seriamente della vita politico amministrativa della nostra realtà sociale, inizi col sollecitare la Corte dei Conti a depositare la sentenza: nel rispetto della Giustizia e delle reciproche competenze, gli agrigentini vogliono sapere se Firetto è accreditato ad amministrare. Il nostro movimento con propri attivisti, se il giudice non avrà depositato la sentenza entro il 30 giugno (a 120 giorni dalla data del processo) si incateneranno innanzi ad un palazzo delle istituzioni fino al deposito della sentenza. Siamo stanchi di non sapere da chi siamo amministrati, e di vedere amministrato così il bene pubblico. Non staremo con le mani in mano, ne va del futuro dei nostri figli e della nostra Agrigento.

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