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Canicattì, il centro culturale San Domenico sarà la copia del Teatro Sociale? Atti a confronto

Quella di ieri secondo l’amministrazione comunale di Canicattì sarebbe una data storica per la città perché è il giorno in cui è stato inaugurato il centro culturale San Domenico.

Una cerimonia ufficiale che arriva, però, dopo aver già celebrato altri eventi al suo interno ma che ha previsto una due giorni di con relatori di prestigio.

Al di là dell’interessante iniziativa, è bene capire se il nuovo palazzo San Domenico, per il quale l’amministrazione Corbo aveva grandi progetti – a cominciare dall’apertura di una sede distaccata dell’università di Enna o di una biblioteca intercomunale – diventerà la copia esatta o quasi del Teatro Sociale o di Palazzo Stella. O se addirittura sarà destinato a finire come il centro sociale Bastianella o la Badia.

Interrogativi questi che non possono non sorgere dopo l’approvazione da parte della giunta Di Ventura della direttiva generale per la concessione a terzi del Palazzo San Domenico (Centro Culturale).

Un atto con il quale l’amministrazione “ha inteso razionalizzare e disciplinare la concessione dell’immobile ai soggetti privati, individuando locali e aree destinate allo svolgimento delle manifestazioni, i soggetti che ne potranno fruire e la determinazione dei canoni di concessione”.  Una direttiva che “ha carattere interno, sperimentale e provvisorio, ed è stata emessa nelle more di una successiva adozione di un Regolamento organico e specifico da parte del Consiglio Comunale”.

Ma quanto tempo passerà prima che si rediga un regolamento per la nuova struttura? Il mese scorso era stato il presidente del consiglio comunale Alberto Tedesco a intervenire sul tema ricordando che il centro culturale “è ricchezza e patrimonio di tutti i cittadini canicattinesi”.

Intanto, mettendo a confronto la direttiva con i regolamenti per l’utilizzo delle Sale Convegni dell’amministrazione e del Teatro Sociale, sono quasi nulle le differenze sulle destinazioni delle tre costruzioni.

 

Il Punto 1 della direttiva recita testualmente: “Il Palazzo San Domenico, nel rispetto di quanto previsto dal piano di gestione, è destinato ad accogliere attività operative come la formazione e attività organizzate da Associazioni ed Enti culturali che gravitano sul territorio facente parte del PIST S.C.M. L’uso dell’immobile, pertanto, potrà essere concesso ad Enti di Formazione, Associazioni di Volontariato, Cooperative, Associazioni di Categoria, Istituzioni Scolastiche e soggetti privati in grado di fornire autonomamente soluzioni nella fornitura di servizi ritenuti utili per la collettività”.

Al Punto 2 si legge: “I locali e le aree esterne dell’immobile destinati all’uso da parte di soggetti terzi sono: la sala convegni ubicata al primo piano nella quale potranno essere volti: convegni, conferenze, seminari, corsi di formazione e attività similari, nonché concerti musicali per i quali non occorre l’uso di particolari amplificazione o service audio-luci; le sale espositive ubicate nel piano terra e nel primo piano nella quali potranno essere svolte mostre artistiche o di altra natura purché caratterizzate da elementi intesi ad elevare la cultura e la conoscenza; la corte interna nella quale potranno essere svolti concerti musicali, spettacoli teatrali, rassegne cinematografiche, spettacoli coreografici; il giardino nel quale potranno essere realizzati servizi fotografici”.

 

L’Articolo 1 del regolamento delle Sale convegni recita “L’Amministrazione Comunale di Canicattì mette a disposizione le Sale Convegni che potranno essere concesse in uso per incontri culturali, esposizioni, mostre, conferenze, convegni, congressi, dibattiti, concerti, attività formative, aggiornamento e addestramento e per qualsiasi altra fattispecie compatibile con la destinazione d’uso delle sale anche sulla base della normativa di sicurezza vigente in materia, purché senza fini di lucro”.

 

L’Articolo 2 del regolamento del Teatro Sociale stabilisce “Il Teatro è destinato a ospitare rappresentazione teatrali, di prosa, di canto, di danza, di varietà, convegni, conferenze, congressi,d’interesse socio-culturale e iniziative di promozione commerciale, queste ultime se compatibili con il decoro dello stesso. Per lo svolgimento delle attività indicate al comma precedente l’uso del teatro, se non interessato da attività organizzate, promosse o patrocinate dall’Amministrazione Comunale, può essere concesso a privati, associazioni artistico-culturali e di volontariato, compagnie e gruppi teatrali, istituzioni, enti pubblici e soggetti che intendano svolgere attività di spettacolo o iniziative di particolare valore e crescita culturale, artistico e sociale”.

Alla luce di questo confronto, quale sarà il destino di Palazzo San Domenico?

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