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Direttore Giro: “Motociclista travolto non è un giudice di gara”

“La persona coinvolta non appartiene ad alcun titolo all’organizzazione del Giro d’Italia. La partenza della tappa Agrigento – Santa Ninfa è stata ritardata di 15 minuti, per consentire i soccorsi al ferito e i rilievi della Polizia Stradale, e il percorso non ha avuto alcuna modifica”. Lo dice al Corriere Agrigentino, Mauro Vegni, direttore del Giro d’Italia, per fare chiarezza sull’incidente stradale, accaduto un’ora prima della partenza da piazza Vittorio Emanuele di Agrigento.

Il motociclista travolto, Leonardo D’Amico, 48enne di Sambuca di Sicilia, è in coma farmacologico, e si trova ricoverato  nel reparto di Rianimazione dell’ospedale “Sant’Elia” di Caltanissetta. E’ stato sottoposto a due interventi chirurgici, uno dei quali alla testa, dai medici della Neurochirurgia. Le condizioni dell’uomo sono gravissime, e la prognosi sulla vita è riservata.  D’Amico, precisano gli inquirenti, non è nemmeno un coadiutore di Anas.

Il responsabile dell’incidente, Gaetano Agozzino, settantenne di Agrigento, che era alla guida della Fiat Stilo e  ha forzato il varco sulla strada statale 640, da ieri sera si trova agli arresti domiciliari. Le ipotesi di reato contestate sono lesioni colpose gravissime e resistenza a Pubblico ufficiale. L’anziano ha reso dichiarazioni spontanee alla Polizia Stradale, ed avrebbe confermato i fatti. Si sarebbe arrabbiato per quel varco chiuso e, nonostante i tentativi di bloccarlo da parte degli operatori di Anas, ha forzato lo sbarramento, senza accorgersi dell’arrivo della moto.

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