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“Convertitevi”: a 25 anni dall’anatema di Wojtyla tuona il messaggio dei vescovi siciliani nel ricordo di don Puglisi

“Se ognuno di noi fa qualcosa allora si può fare molto”. Riprendendo le parole del beato Pino Puglisi, ucciso dalla mafia il 15 settembre 1993, i vescovi di Sicilia, stasera, nel 25esimo anniversario della venuta ad Agrigento di San Giovanni Paolo II hanno fatto riecheggiare quel famoso anatema: “Convertitevi! Una volta, un giorno, verrà il giudizio di Dio”.

I vescovi hanno ricordato che già qualche mese prima di quella visita, padre Puglisi aveva capito che “era ormai giunto in Sicilia il tempo di rimboccarsi le maniche, di passare dalle parole ai fatti, prediche alle azioni, di mettere in atto una controproposta rispetto alla cultura della illegalità promossa dai mafiosi,il tempo di comportamenti rinnovati e convertiti, segno inequivocabili di riscatto alla mafia. Il suo avvertimento è ancora oggi un pungolo per tutti noi”.

Un messaggio quello dei pastori siciliani rivolto anche agli stessi mafiosi. “Una parola è rivolta dai vescovi agli uomini e alle donne di mafia anche fino a voi, fratelli e sorelle, che vi trovate invischiati nelle paludi della mafia, desideriamo prolungare l’eco del monito di san Giovanni Paolo II: ‘Convertitevi!’. A voi che siete stati i primi destinatari di quell’appello profetico ci rivolgiamo, con tono sereno e serio, per ribadirvi pure l’invito rivolto da papa Francesco, in un’udienza del 21 febbraio 2015, a chi come voi vive nel male e nel peccato compiendo gravissimi reati e violando le leggi umane oltre che i comandamenti divini : ‘Aprile il vostro cuore al Signore. Il Signore vi aspetta e la chiesa vi accoglie’. In quest’ultimo appello dovete risentire ciò che già il beato Pino Puglisi diceva in una sua omelia del 20 agosto del 1993, nella chiesa parrocchiale di san Gaetano a Palermo: egli, rivolgendosi, immediatamente ai mafiosi di Brancaccio e idealmente a tutti i mafiosi, vi ricordava che anche voi siete battezzati e perciò figli di questa chiesa. ‘Mi rivolgo ai protagonisti delle intimidazioni che ci hanno bersagliato. Parliamone, spieghiamoci, vorrei conoscervi e conoscere i motivi che vi spingono a ostacolare chi cerca di educare i vostri figli al rispetto reciproco, ai valori della cultura e della convivenza civile’. Noi pastori delle chiese di Sicilia facciamo nostre queste parole del martire don Puglisi e le ripetiamo a voi: accoglietele come un invito alla conversione e come un annuncio di speranza cristiana valido sempre e per tutti”.

Infine, i vescovi hanno chiesto perdono a Dio “per le nostre lentezze, i nostri ritardi, le nostre distrazioni e i nostri silenzi, convertici e noi ci convertiremo ti chiediamo la luce e la capacità di vedere, decifrare la realtà in cui viviamo, di discernere tra il bene e il male, la verità e l’errore, la vita e la morte, il coraggio per vivere la giustizia”.

 

 

 

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