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Canicattì, qual è la verità sul caos rifiuti? I numeri su conferimento, differenziata e Tari. Nostro approfondimento

La task force attuata dal comune di Canicattì per ripulire la città dal pattume che si era accumulato nelle ultime settimane ha dato i suoi effetti. I rifiuti nel giro di pochi giorni sono stati ritirati e tutto è ritornato alla normalità, mentre c’è ancora chi continua a non rispettare gli orari e i giorni di conferimento della spazzatura nei cassonetti e, in barba alle regole, contribuisce a sporcare.

Intanto, sono stati giorni da dimenticare per i canicattinesi che hanno vissuto forse la più pesante emergenza rifiuti degli ultimi anni.

UN PASSO INDIETRO

zona Rovitelli

Da dicembre l’indifferenziata di Canicattì veniva portata nel sito di Cammarata gestito dalla società Traina dove però di recente sono stati ridotti i quantitativi permettendo di conferire fino a 75 tonnellate alla settimana, numeri non soddisfacenti per una comunità come quella canicattinese. Così dal comune si sono rivolti alla ditta Catanzaro, con cui si erano chiusi i rapporti anche alla luce dei debiti vantati dall’impresa, affinché aprisse i cancelli agli autocompattatori provenienti dalla città, nell’attesa che la  Regione indicasse un’aerea alternativa a quella di Siculiana. Da Palermo, però, non sarebbe arrivata alcuna risposta e così la situazione è sfuggita di mano.

L’INCONTRO IN PREFETTURA

Lunedì scorso il sindaco Ettore Di Ventura, dopo avere chiesto aiuto al prefetto di Agrigento, Dario Caputo, ha incontrato Catanzaro a cui ha illustrato il piano di ammortamento per sanare il debito di circa un milione e 150mila euro che deve alla ditta, ma la situazione è rimasta invariata.

LE PAROLE DEL SINDACO ETTORE DI VENTURA

Ettore Di Ventura

“L’incontro in Prefettura purtroppo ha dato esito negativo. Catanzaro non ci consente di conferire. Il Prefetto che ringrazio per il suo intervento ha preso contatti con la Regione e mi ha informato che il Dirigente del settore rifiuti con il quale si è sentito gli ha detto che la questione Canicattì è all’esame della Regione ma che qualsiasi iniziativa inerente la nostra richiesta volta ad individuare una discarica ove conferire i rifiuti in alternativa a Siculiana ci verrà comunicata non prima di lunedì”.

 

LE PAROLE DELLA DITTA CATANZARO

Largo Aosta

“L’eventuale ripresa dei rapporti tra Comune e azienda va ricercata nella corretta pretesa della formalizzazione di atti legittimi, secondo quanto previsto dalla legge. Ciò al fine di evitare un irregolare e reiterato “modus operandi” posto in essere dal Comune”. “Non abbiamo posto pregiudizi a riprendere i rapporti, dimostrandoci ampiamente disponibili a rateizzare gli ingenti crediti da noi vantati. Purtroppo, abbiamo evidenza di rilevanti violazioni poste in essere dagli uffici del Comune con ripercussioni sul controllo della situazione gestionale, che pongono il Comune di Canicattì al di fuori di un quadro di liceità e di “buona fede”, minando la governabilità propri conti. Basta solo dire che per i crediti vantati dalla società, a dispetto delle attestazioni di copertura finanziaria effettuate dal Comune nel 2017, si apprende, solo al tentativo di riprendere il rapporto, che debbono, inspiegabilmente, essere riconosciuti come debiti fuori bilancio. Si evidenzia che il bilancio 2017 è stato approvato nel dicembre 2017, quindi in evidente squilibrio finanziario. Contrarre, pertanto, con il Comune di Canicatti significherebbe accettare questa situazione che si colloca, evidentemente, fuori del quadro normativo. Vogliamo ribadire al Comune che l’azienda, nonostante le proposte, non è disposta ad agevolare tale “modus operandi” e si dichiara disponibile a riprendere i rapporti solo e unicamente dopo la formalizzazione di atti legittimi”.

IL VIA LIBERA DELLA REGIONE

La patata bollente, dopo l’intervento del Prefetto, è passata alla Regione, che martedì sera ha dato il via libera per andare a conferire nella discarica Sicula Trasporti di Lentini, in provincia di Catania. Potrebbe essere una soluzione definitiva per il comune di Canicattì che ha chiesto la possibilità di portare il pattume nell’area etnea a tempo indeterminato.

“Dopo giorni di dure trattative – commenta il sindaco Di Ventura – e con il prezioso interessamento del Prefetto di Agrigento, siamo riusciti a trovare una soluzione alla pesante emergenza rifiuti che ha attanagliato la città negli ultimi giorni. L’approvazione di questo Decreto ci permetterà di riportare la situazione alla normalità in tempi piuttosto brevi. Ringraziamo tutti coloro che, a diverso titolo, comprendendo quanto grave fosse l’emergenza, hanno collaborato per cercare di risolvere al più presto il grave problema. Abbiamo sentito la vicinanza delle Istituzioni, delle Forze dell’Ordine, degli operatori del settore, dei tecnici, e di tutti quei cittadini che si sono realmente messi a servizio della Città evitando di abbandonare i rifiuti per strada e trasformarle in discariche a cielo aperto”.

LE SPESE

Via Pirandello

Ma quanto si spenderà per raggiungere il sito catanese? Al momento un calcolo preciso non sarebbe possibile. Pare, però, che l’ente andrebbe a pagare la stessa cifra di Siculiana o qualcosa in più (considerata la distanza) e perderà i guadagni che aveva raggiunto portando l’indifferenziato da Traina. In quest’area ha guadagnato ben due volte, con un risparmio di quasi 26mila euro al mese sulla stessa quantità di rifiuti conferita. Per 1248 tonnellate al mese a Catanzaro doveva circa 190mila euro, mentre a Cammarata quasi 168mila. In più, visto che quest’ultimo è un impianto di trattamento è capace di trasformare l’indifferenziato prodotto a Canicattì in differenziata facendo salire così la percentuale del paese del 10,62 per cento.

I NUMERI DELLA DIFFERENZIATA

zona chiesa Maria Ausiliatrice

Attualmente in città si raggiunge il 27 per cento di raccolta differenziata, cifra ancora bassa se si paragona a quella di altri centri virtuosi come i vicini Castrofilippo e Delia, ma aggiungendo la quantità derivata dal processo di Traina, si è sfiorato il 40per cento.

Al momento sono più di 7mila le famiglie che fanno la raccolta differenziata: 5mila partecipano a quella porta a porta e 2350 sono censite al Cam, il centro che si trova in contrada Calandra dove plastica, carta, vetro, si trasformano in sconti sulla Tari. Inoltre, è attivo il ritiro nei centri commerciali, gli esercizi di somministrazione e quello del tessile e del piombo. Intanto, a breve il comune di Canicattì firmerà il contratto con l’Ati (Associazione temporanea d’Imprese) Isea, Sea e Icoin, che si è aggiudicata l’appalto della raccolta differenziata, alla quale si chiede per il primo anno di raggiungere il 70 per cento. Sarebbe un numero record per Canicattì, dove ancora in molti non sanno come funziona e tanti altri non rispettano gli orari di conferimento del pattume nei cassonetti, contribuendo a sporcare il paese.

LA RIDUZIONE DELLA TARI

Via Medaglia d’Oro Portalone

Nel frattempo consolano le buone notizie per i contribuenti. La prossima bolletta della spazzatura, com’è noto, sarà più leggera per i canicattinesi. Si calcola che ogni famiglia composta da 4 persone e con un’abitazione di 100 metri quadri risparmierà in media 80 euro all’anno rispetto all’importo che versava precedentemente. A concorrere a questa riduzione del 10 per cento la differenziata che è aumentata nell’ultimo anno e i controlli che il comune ha avviato nei confronti degli evasori totali o parziali. Sarebbero 4mila gli accertamenti compiuti e che hanno fatto saltar fuori circa 400mila metri quadri evasi. I furbetti potranno regolarizzare la loro posizione grazie ala novità del “Ravvedimento Oneroso”. Si tratta di una sorta di auto denuncia dei contribuenti che non hanno pagato le somme dovute  al comune. Se spontaneamente si presenteranno presso l’ente chiedendo di volere sanare i debiti, pagheranno soltanto il 5per cento di interessi sulle somme dovute senza alcuna sanzione e con la possibilità di rateizzare l’importo.

 

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