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Estorsione a imprenditore, chiesti dieci anni di carcere per il boss Massimino

Dieci anni di reclusione per Antonio Massimino, 49 anni, presunto boss di Agrigento e Villaseta, e 7 anni di carcere per il suo presunto “braccio destro” Liborio Militello, 50 anni, anche lui residente a Villaseta.
Sono le richieste dei pubblici ministeri della Dda di Palermo, Alessia Sinatra e Claudio Camilleri, al termine della requisitoria, al processo scaturito dall’inchiesta su una estorsione, in danno di due imprenditori di Agrigento, Ettore e Sergio Li Causi.
Il processo si sta celebrando col rito abbreviato a Palermo davanti al Gup Fabrizio Molinari.
La pubblica accusa, contestualmente, ha chiesto la trasmissione degli atti in Procura per ciò che riguarda la deposizione di un testimone Salvatore Gambino, 46 anni, agrigentino, titolare di una ditta di impianti elettrici, che era stato coinvolto, in un primo momento quale mandante di un episodio estorsivo prima che la sua posizione venisse archiviata.
I due pubblici ministeri hanno avviato un procedimento penale a suo carico con l’accusa di falsa testimonianza.

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