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Agrigento invasa dai rifiuti-Alfonso Buscemi: “disastro ampiamente annunciato”.

“Mentre il Sindaco di Agrigento Lillo Firetto immagina come raccontare nei prossimi anni  la favola sulla raccolta differenziata la città giace sui cumuli di rifiuti – non usa mezze parole il segretario regionale della Funzione Pubblica Cgil Alfonso Buscemi da sempre impegnato a difendere le ragioni dei lavoratori e dei cittadini che hanno diritto ad un servizio efficiente che secondo lui non può prescindere da un numero di lavoratori dell’igiene ambientale che oggi sarebbe insufficiente. Riteniamo utile ricordare che questa Amministrazione si era impegnata durante un vertice in Prefettura di fare partire la raccolta differenziata entro dicembre 2015 – dichiara il rappresentante dei lavoratori- è giusto, quindi sottolineare che hanno un ritardo di due anni. Inoltre, incomprensibilmente, si è iniziato un servizio alla carlona, senza avere contezza dei danni che stavano creando. Non avevano i mastelli in quantità sufficienti, non li avevano distribuiti a tutti e cosa più illogica non hanno voluto fare una campagna informativa degna di un servizio tanto delicato quanto complicato. Sia chiaro, indietro non si torna, la raccolta differenziata va potenziata ed i cittadini hanno il dovere oltre agli interessi di farla e farla bene.

Mentre questa Amministrazione, non sapendo da dove iniziare per trovare una soluzione al caro bolletta non sapeva fare di meglio che sparare nel mucchio per giustificare 48 licenziamenti -continua Buscemi- si! Licenziamenti! Infatti, alcuni lavoratori  di questi, stanchi di essere minacciati quotidianamente di essere licenziati hanno preferito partire per l’estero, qualcuno ha trovato lavoro in altre aziende e qualcun’altro ha accettato in silenzio di essere licenziato pur di non avere più rapporti con questa Giunta. Tutti gli altri hanno trovato spazio in altri comuni grazie alla esigenza ed alla sensibilità di alcuni  sindaci. La nostra battaglia a fianco di questi lavoratori è stata sempre giustificata dalla convinzione che 105 lavoratori sarebbero stati insufficienti per garantire un servizio decente. Oggi, si scopre che il re è nudo. Mettiamo da parte le discariche abusive che gli incivili e gli evasori creano (non incidono sul servizio perché il lavoro è un regalo delle ditte). Occupiamoci del resto del servizio. Ad eccezione di poche vie principali non si fa più lo spazzamento delle strade, non si fa più il discerbamento; basterebbe solo questo per dire che questo servizio così com’è non rispetta la legge oltre al decoro della città.

Abbiamo salutato con favore l’avvicendamento dell’Assessore in quanto, Nello Hamel, si è presentato subito con l’umiltà di chi è cosciente delle difficoltà che lo aspettavano, dialogando e chiedendo collaborazione; non ha avuto remore ad ammettere  dei grandi sacrifici che i lavoratori stanno facendo nel tentativo di fare decollare la raccolta differenziata. Abbiamo annullato uno sciopero proclamato come segnale di fiducia all’Assessore che ci sta mettendo la faccia in un disastro da altri pianificato. Lo abbiamo incontrato di domenica a girare nei quartieri per verificare di persona lo stato di crisi e le ragioni che lo determinano, lo abbiamo visto verificare di persona il lavoro che si sta facendo e abbiamo apprezzato sentirgli dire, con grande onestà, che questo personale non è sufficiente per garantire un servizio ottimale. Ha  incontrato le Organizzazioni Sindacali ben quattro volte e si stava lavorando ad una ipotesi di soluzione tampone. Adesso, leggere la favola del sindaco che continua a farsi vanto di ben 48 licenziamenti è troppo. Evidentemente l’Assessore Hamel non è riuscito a spiegare al Sindaco le cose che vede e le soluzioni possibili.

 

Oggi stesso ci riuniremo,  le OO. SS. Confederali, per decidere le iniziative da intraprendere per mettere fine a questo utilizzo del personale come se fosse carne da macello. Come prima cosa diremo basta a lavoro straordinario  tutti i giorni e per diverse ore; così, come chiederemo di concedere tutti i giorni di ferie arretrate che mediamente oscillano dai sessanta alle settanta giorni.

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