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Omicidio Carità, il colpo fatale alla testa

L’assassino ha sparato a distanza ravvicinata, a non più di un metro e mezzo. Questo emerge dai primi rilievi effettuati dai carabinieri sul luogo dove è stata ammazzato Angelo Carità, 61enne, licatese, freddato a Licata con tre o quattro colpi di pistola, mentre era all’interno della sua vecchia Fiat Uno di color verde.
Il corpo fatale alla testa. A sparare un solo killer, anche se c’è il sospetto che ad entrare in azione, siano stati due soggetti, poi fuggiti in auto o in moto.

L’omicidio all’esterno dell’appezzamento di terreno della vittima, sito in una traversa della via Palma. Quando ha preso l’utilitaria per tornare a casa per il pranzo di Pasquetta, è stato “investito” da una pioggia di piombo, che non gli ha lasciato scampo.
A ritrovare il corpo senza vita di Angelo Carità è stata la moglie, che è andata a cercarlo. La donna, dopo la scoperta del cadavere del marito, si è sentita male, e per lei è stato necessario fare ricorso alle cure dei medici dell’ospedale “San Giacomo d’Altopasso”.

Sul movente sono in corso indagini dei carabinieri della Compagnia di Licata e del Reparto operativo di Agrigento, coordinati dal pm Simona Faga.
Nulla viene tralasciato al caso. Angelo Carità, in primo grado, era stato condannato all’ergastolo, per l’omicidio del suo compaesano Angelo Brunetto. Era tornato libero da poco.

Omicidio Brunetto. Secondo la Procura Angelo Carità ha causato, dopo averlo sequestrato, la morte dell’imprenditore agricolo Giovanni Brunetto, sequestrandolo e sopprimendone il cadavere. Con le aggravanti di avere commesso il fatto con premeditazione e per motivi abbietti e futili, costituiti dalla volontà di Carità di non restituire a Brunetto una somma di denaro variabile da 40mila euro a 100mila euro, ricevuta in prestito in precedenza. Carità aveva la disponibilità di un lotto di terreno agricolo, in contrada Casalotti, nelle campagne canicattinesi, per il quale si occupava di lavori agricoli, e nel quale dopo una serie di scavi effettuati dai poliziotti del Commissariato di Licata, è stato rinvenuto il corpo dell’imprenditore. Più che corpo gli investigatori  trovarono pochi resti, che sottoposti ad  esami scientifici hanno confermato che appartenevano proprio a Giovanni Brunetto.

 

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