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Inchiesta “Demetra 2”, ventinove agrigentini a processo

Il Gup del Tribunale di Agrigento, Alessandra Vella ha rinviato a giudizio 29 persone, indagate nell’ambito dell’inchiesta “Demetra 2” – secondo filone di un’inchiesta precedente -, che ipotizza l’utilizzo di “false certificazioni mediche e falsi infortuni sul lavoro”, per indurre l’Inail di Agrigento a erogare indennizzi, e procurare un ingiusto profitto ai beneficiari. L’inchiesta principale ha già portato a tredici condanne in abbreviato e due patteggiamenti.
A firmare le richieste di rinvio a giudizio i sostituti procuratori Marco Delpini e Andrea Maggioni.

Questi nello specifico i nomi dei coinvolti: Salvatore Conti 60 anni di Agrigento; Salvatore Russo 39 anni di Palermo, residente ad Agrigento; Angelo Sanfilippo 39 anni di Favara; Anna Fiore 58 anni di Raffadali; Salvatore Russo 54 anni di Raffadali; Maria Giuseppina Maragliano 48 anni di Raffadali; Gaetano Pollicino 33 anni di Agrigento, residente ad Aragona; Domiziana Maria Maragliano 27 anni di Raffadali; Salvatore Maragliano 55 anni di Raffadali; Antonino Maragliano 33 anni di Raffadali; Giovanni Attardo 50 anni di Aragona; Cinzia Sacco 37 anni di Raffadali; Giuseppe Galvano 68 anni di Raffadali; Giuseppe Vincenzo Terrazzino 53 anni di Raffadali; Paolina Sacco 44 anni di Raffadali; Vincenzo Vella 56 anni di Raffadali; Anita Gattarello 42 anni di Raffadali; Pietro La Rosa 67 anni di Lercara Friddi, residente ad Agrigento; Calogero Ciulla 29 anni di Agrigento, residente a Santa Elisabetta; Salvatore Catalano 50 anni di Santa Elisabetta; Alfonso Pistola 57 anni di Agrigento, residente a  Joppolo Giancaxio; Salvatore Vullo 49 anni di Santa Elisabetta; Antonio Bentivegna  51 anni di Favara; Ludovico La Marca 56 anni di Raffadali; Francesca Tornabene 32 anni di Agrigento, residente a Raffadali; Sharon Ciffa 26 anni di Porto Empedocle; Luigia Chiara 71 anni di Aragona; Giuseppe Maragliano 49 anni di Raffadali; Giuseppe Vella 32 anni di Agrigento, residente a Raffadali.

L’inchiesta è stata condotta dal Nucleo operativo dei carabinieri di Agrigento e portò, all’epoca del blitz, all’applicazione di 8 misure cautelari con 2 ordinanze di custodia in carcere. E’ emerso anche alcuni casi in cui i genitori avrebbero dichiarato che i propri figli si erano fatti male all’interno dell’istituto scolastico che frequentavano. Dichiarazioni “accompagnate” da falsi certificati medici. Ed il tutto non poteva che “indurre in errore l’ufficio Inail di Agrigento che veniva determinato ad attestare falsamente un infortunio in realtà inesistente”. Attestato l’infortunio “inesistente” e scattava il riconoscimento del beneficio economico, a titolo di danno biologico.

 

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