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Ati e Girgenti Acque, Cgil e Federcosumatori: “Riflessione pubblica su nuove direttive Arera”

“Cosa deve succedere ancora per chiedere la rescissione del contratto? Lo chiedono il segretario generale della Cigl, Massimo Raso, e la presidente di Federconsumatori, Ilenia Capodici, dopo le recenti vicende giudiziarie su Girgenti Acque.

“Queste  ed altre vicende giudiziarie sommate alla “mala gestio” di questi anni da  parte del gestore idrico,  dai distacchi per morosità, ai distacchi fognari, alle continue perdite idriche in svariati quartieri della città, allungamento dei turni di distribuzione, inquinamento dell’acqua  ad uso potabile, dovrebbero allarmare i Sindaci – aggiungono – Una soluzione infatti nell’immediato ci sarebbe: basterebbe una semplice revoca contrattuale  attuabile da ogni sindaco per togliere la gestione idrica al gestore privato ,mentre, registriamo, con amarezza,  l’incapacità dell’ATI ad esercitare il controllo sulla gestione del servizio idrico integrato. E’ dal suo insediamento infatti, che stiamo attendendo che l’Avvocato,  un “luminare palermitano”,  si pronunci in merito ad una eventuale ipotesi di rescissione contrattuale, divenuta ormai, soltanto  un tormentone valido per tutti, e per  tutte le stagioni.  Un aiuto insperato arriva dall’Autorità di Garanzia (l’ex Aeegsi, oggi ARERA)   che è intervenuta pesantemente ponendo dei paletti per una corretta gestione del servizio idrico integrato”. Raso e Capodici ricordano che vengono individuati “ dei pre-requisiti rispetto alla regolazione della qualità tecnica e sotto il quale il gestore viene considerato totalmente inefficiente”. “Questi  pre-requisiti attengono: la qualità dell’acqua; la continuità del servizio; l’adeguato sistema di misurazione e l’assenza di condanne dalla Corte Europea in materia di depurazione, (noi abbiamo 12 depuratori sequestrati e due condanne dalla comunità europea…) – aggiungono – Vi è materia per scrivere la parola FINE su questa gestione”.

Pertanto i due ritengono che “occorre prepararsi a ragionare di come affrontare il “dopo Girgenti acque”, non ci basta più solo parlare di rescissione, occorre praticarla”.

“Ma occorre, al tempo stesso, cominciare a comprendere in che modo e con che costi sia possibile oltre che auspicabile un ritorno alla sua gestione pubblica ed in modo economicamente vantaggioso e trasparente. Su questo la CGIL, insieme alla Federconsumatori e a quanti in questi anni hanno combattuto a vario titolo Girgenti Acque ed il suo sistema di Potere – annunciano Raso e Capodici – avvieremo una riflessione pubblica sulla gestione della risorsa idrica alla luce di queste importanti direttive”.

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