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Mafia, prorogato 41 bis all’empedoclino Giuseppe Putrone

Prorogato il regime del 41 bis a carico di Giuseppe Putrone, sessantunenne, di Porto Empedocle,  condannato a trent’anni di carcere, perché riconosciuto responsabile dell’omicidio del suo compaesano Antonio Grassonelli, compiuto nell’aprile del 1986. Lo hanno deciso i giudici della Corte di Cassazione.

Giuseppe Putrone, è il fratello di Luigi Putrone, dopo la cattura, diventato collaboratore di giustizia. Giuseppe Putrone è stato accusato da diversi pentiti. Determinanti anche i racconti forniti dal fratello pentito, che determinarono la condanna del 61enne, prima all’ergastolo, poi ridotta a trent’anni. Ne ha già scontati una ventina.

Nelle settimane scorse, attraverso il suo difensore aveva presentato ricorso, avverso la decisione del Tribunale di Sorveglianza di Roma, che aveva confermato il decreto ministeriale di proroga del regime del carcere duro, emesso dal Ministro della Giustizia nel maggio del 2016. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile.

Le ragioni della proroga del trattamento differenziato nei riguardi di Putrone danno conto al giudizio di perdurante “pericolosità sociale del detenuto e della sua capacità, se riammesso al regime ordinario, che potrebbe riallacciare i contatti con l’organizzazione di appartenenza e di impartire direttive”.

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