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Agrigento, confermato il sequestro del depuratore di Sant’Anna

Confermato il sequestro del depuratore di Agrigento – Sant’Anna, per anni gestito dalla società idrica “Girgenti Acque”.  La Corte di Cassazione ha dato ragione al Gip del Tribunale di Agrigento, e ha confermato il sequestro del  depuratore di Agrigento – Sant’Anna, rigettando il ricorso presentato da Marco Campione, in qualità di legale rappresentante del gestore idrico “Girgenti Acque”, e indagato nella vicenda con l’accusa di inquinamento ambientale.  Quello di contrada “Sant’Anna” è stato l’ultimo impianto di depurazione sequestrato dall’Autorità giudiziaria.
Prima ancora la magistratura, aveva messo i sigilli ai depuratori di Agrigento-Villaggio Mosè, Licata, Cattolica Eraclea, Montallegro, Siculiana e Realmonte. A quel punto il pool di magistrati della Procura, coordinato dal capo dell’ufficio Luigi Patronaggio e composto dai pm Alessandra Russo e Silvia Baldi (poi trasferita in altra sede), che si occupa delle inchieste sulla depurazione, «stante l’inefficacia dei sequestri preventivi dei depuratori, lasciati in un primo momento in gestione a “Girgenti Acque” » ha ritenuto di affidare la gestione al dipartimento Acque e rifiuti della Regione Sicilia.
Il Gip, su sollecitazione della Procura, ha estromesso “Girgenti Acque” dalla gestione e ha sostituito l’amministrazione giudiziaria, sottolineando «l’inadempimento da parte della società alla prescrizioni imposte nei decreti di sequestro” sottolineando che “il termine per adempiere alle prescrizioni è scaduto».
Il depuratore “Sant’Anna” era stato sequestrato l’11 luglio del 2017 con provvedimento del Giudice per le indagini preliminari, in sede di convalida del sequestro di Polizia giudiziaria. Due mesi più tardi, il decreto di sequestro, venne confermato dal Tribunale del Riesame.

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