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La società degli “insaziabili”, il progresso ha migliorato la vita?

<<Pensa alla storia dell’umanità e al progresso che ha fatto l’uomo in termini materiali.

Ha allungato la sua vita, va sulla luna, ma davvero non ha fatto alcun progresso

dal punto di vista spirituale.

Proprio nessuno, nessuno, nessuno.

È un’illusione che l’uomo sia progredito>>.
(Tiziano Terzani)

 

 

Quando io ero bambino, la società italiana viveva il fermento del progresso. Erano gli anni Sessanta, il decennio del boom economico, dello sbarco sulla luna e delle tante speranze di una vita nuova. Ci dicevano che il progresso tecnologico è bello, che nell’era moderna bisognava aggiornarsi e riempire le case di elettrodomestici per avere più tempo da dedicare a se stessi. Quand’ero bambino io, ci hanno convinti, che la felicità entra in una casa piena di tante cose, non importa se utili o no.

Oggi, a distanza di cinquant’anni, mi chiedo cosa ne è stato di tutte quelle promesse, dei sogni di tanta gente, delle loro speranze? Che cosa è rimasto nella società, nel cuore dell’uomo?

Mi guardo attorno e vedo la gente che ancora corre e si affatica per avere sempre di più ed essere a passo con il progresso. Entro nelle case della gente e vedo stanze strapiene di tanti oggetti ed elettrodomestici che avrebbero dovuto facilitare i lavori di casa per avere più tempo da dedicare a se stessi. Provo a chiedere alla gente: Tu quanto tempo dedichi a te stesso e agli altri? La risposta è sempre la stessa: “La mia giornata dovrebbe essere di quarantottore”. “Non trovo mai il tempo per fermarmi”.

Allora mi chiedo: E la promessa di una vita più sgravata di lavoro, più semplice da vivere che ne è stata?

A cinquant’anni del boom economico e del progresso tecnologico mi sono convinto di una cosa: Il progresso, quello spicciolo, quello che tocca il quotidiano delle persone, invece di dare risposte ai bisogni della gente, di migliorarne loro vita, di lasciare più tempo da dedicare a se stessi e agli altri, ha fatto delle persone degli “insaziabili” che rincorrono cose sempre nuove.

Il progresso, <<evoca un’insonnia piena dell’incubo di -essere lasciati indietro-, di perdere il treno, o di cadere dal finestrino di un veicolo che accelera troppo in fretta>> (Citazione). Tutto questo perché il progresso non ha spento i nostri bisogni, ma ne ha creati dei nuovi e ne inventa altri ogni giorno. Siamo entrati in un vortice senza fine. E come se, inserita la marcia, non riusciamo più a fermarci. Siamo condannati a vivere in questa società che ha smarrito i valori autentici, ha distrutto i punti fermi dell’esistenza e ci propone di vivacchiare in un’esistenza dove l’unica cosa che conta è il consumare senza sosta.

Ci hanno tolto tutto: sogni, progetti, speranza, interesse alla vita e alle nostre radici. Ci dicono che nella società conta solo chi sta al passo con i tempi, chi vesta alla moda, chi sfoggia le cose che possiede, chi vive alla giornata fregandosene di tutto i di tutti. In una parola si vive oggi nella paura costante di essere messi da parte, di non avere visibilità e di non contare nulla in questo mondo che ci sta massificando tutti.

Oggi giorno mi fermo a pensare su questa realtà che viviamo, e invece di scoraggiarmi, di arrendermi trovo forza in un passo della Sacra Scrittura. E’ un passo dell’Esodo che recita: <<Il Signore disse (a Mosè): <<Ho osservato la miseria del mio popolo in Egitto e ho udito il suo grido a causa dei suoi sorveglianti; conosco, infatti, le sue sofferenze. Sono sceso per liberarlo dalla mano dell’Egitto e per farlo uscire da questo paese verso un paese bello e spazioso, verso un paese dove scorre latte e miele>> (Es 3,7-8).

Sì, è proprio così: Dio è sceso per “educare il Suo popolo”, è venuto per indicarci la pienezza della vita, la gioia piena di vivere per ciò che veramente conta. Dio è venuto in mezzo a noi per insegnarci che la vita vera è impregnata d’amore, altro che moda, consumi e visibilità a tutti i costi! Proviamoci. Proviamo a vivere per gli altri piuttosto che per noi stessi. Proviamo a prenderci cura di chi ancora non ha compreso il valore della vita. Proviamo a dedicare un po’ del nostro tempo a chi nella vita non vuole assumersi responsabilità per trasmettergli il senso pieno dell’esistenza. Proviamoci! Dio ci ha provato con noi, facciamolo anche noi.

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