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Canicattì, “ha violato gli obblighi”: Lo Giudice chiede annullamento condanna

“Non ha violato gli obblighi di sorveglianza di Pubblica sicurezza”. La difesa dell’ex deputato regionale e più volte sindaco di Canicattì, Vincenzo Lo Giudice, ha presentato ricorso in Cassazione chiedendo l’annullamento della condanna a 8 mesi di reclusione, inflittagli in primo grado dal giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, nel maggio del 2015, poi confermata dalla Corte d’Appello di Palermo. L’udienza davanti alla Corte Suprema è fissata per l’8 aprile prossimo. L’ex politico, arrestato nell’operazione “Alta Mafia” del 29 marzo 2004, dopo essere stato scarcerato avendo scontato una condanna a 12 anni di carcere per associazione mafiosa nel luglio 2013, si era ritrovato nell’aula consiliare del Comune di Canicattì, per una seduta straordinaria, durante la quale si sarebbero dovuti festeggiare i 100 anni dell’arciprete emerito Vincenzo Restivo. Tuttavia doveva osservare alcune misure di prevenzione.  Lo Giudice aveva l’interdizione dai pubblici uffici con l’obbligo di dimora a Canicattì per cinque anni, e tra le prescrizioni ci sarebbero state anche quelle del divieto di partecipare a manifestazioni pubbliche e di incontrare altri pregiudicati. Ed in sala quel giorno pare c’erano altre persone con precedenti di Polizia.

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