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Canicattì, c’è futuro per il “Burgio-Corsello”? Si è dimesso il Cda

Si fa sempre più buio ed incerto il futuro dell’istituto assistenziale “Burgio-Corsello” di Canicattì. Ai tanti problemi dell’ipab si aggiungono le dimissioni del cda. Il presidente Totò Campagna e i consiglieri Anna Tascarella, Antonio Guagenti, Antonio Nicosia e Riccardo Martines si sono dimessi in maniera irrevocabile. E’ il secondo cda che rinuncia in meno di due anni.

“Non potendo onorare gli impegni presso i nostri dipendenti ed onde evitare di creare ulteriori difficoltà a noi , ma sopratutto alla struttura, le irrevocabili dimissioni ritengo siano un atto dovuto e responsabile – dichiara Totò Campagna – ci sarebbe molto altro da dire, ma, al momento, meglio tacere. Dimettersi è un atto volontario e sofferto, non è nella mia natura arrendermi, ma non si può combattere una guerra senza mezzi, senza esercito, armati solo di coraggio e di qualche scopa. Chiedo scusa a quanti avremo certamente deluso, ma questa nostra amministrazione è arrivata quando, per fare un esempio, il tumore aveva invaso con metastasi tutti gli organi vitali. Rimanere sarebbe stato accanimento terapeutico. Non avrei mai voluto accettare, non avrei, adesso , voluto andare via. Può darsi che le soluzioni per salvare l’Istituto ci siano. Qualche mia idea potrebbe diventare progetto, ma ci vorrebbe tempo e giusta attenzione politica e qualche altra cosa. Spero che si trovino soluzioni per la salvezza di questa meravigliosa istituzione. Si può! Si deve!”.

Il consiglio d’amministrazione si era insediato nel febbraio del 2017, dopo la nomina del sindaco Ettore Di Ventura. Le belle parole pronunciate meno di un anno fa sembrano solo un lontano ricordo. E pensare che i lavoratori, che attendono ancora il pagamento degli arretrati, avevano riposto la massima fiducia nel nuovo cda sperando che finalmente qualcosa potesse cambiare.

Intanto si aspetta che la Regione nomini un commissario. Sarà il terzo nel giro di poco tempo, mentre le condizioni della casa di riposo – centro d’accoglienza peggiorano. Stipendi non corrisposti, contributi da versare, procedimenti pendenti e fondi inesistenti. L’istituto rischia la chiusura. Le sorti della struttura, dei suoi dipendenti e degli assistiti sembrano non importare a nessuno.

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