Tu sei qui
Home > Cronaca e Attualità > 2018: che sia l’anno della svolta! Auguri ai nostri lettori

2018: che sia l’anno della svolta! Auguri ai nostri lettori

Tra poche ore saluteremo il 2017 e daremo il benvenuto al 2018. Sta per chiudersi un anno che per la nostra provincia non è stato di certo tra i migliori. Dal caso dell’Università, a quello della TUA che gestisce il trasporto urbano ad Agrigento, alla Cattedrale del capoluogo, agli sbarchi fantasma sulle nostre coste che hanno diviso l’opinione pubblica e hanno infiammato il dibattito politico. Il 2017 è stato anche l’anno delle elezioni amministrative in 11 comuni dell’Agrigentino e delle regionali che hanno segnato la vittoria del centro destra unificato nella persona del governatore Nello Musumeci, la sconfitta della sinistra che ha pagato il malgoverno di Rosario Crocetta e della sua squadra, e il trionfo del Movimento Cinque Stelle, primo in Sicilia e nella nostra provincia, dove sono stati eletti 8 deputati all’Ars. Tante le promesse fatte in campagna elettorale, molti i buoni propositi. Dalle parole si passerà ai fatti? Ancora è troppo presto per dirlo, non sono trascorsi due mesi. La risposta arriverà col tempo. Noi ce lo auguriamo per questa terra di Sicilia, ormai da troppo tempo martoriata e dimenticata dal governo nazionale e dai tanti che negli anni hanno occupato le poltrone di Palermo e Roma. Ce lo auguriamo per questo territorio agrigentino, sempre negli ultimi posti delle varie classifiche nazionali, dove la disoccupazione dilaga e le aziende chiudono, mentre chi resiste perde la speranza. Dall’edilizia, al commercio, all’editoria la crisi sta divorando l’economia agrigentina e siciliana. E se il turismo resiste, nonostante le tantissime migliorie che andrebbero apportate, tutti i comparti affondano. E la sanità? Posti letto ridotti, reparti accorpati, Asp commissariate e bei proclami, nell’attesa che i concorsi tanto sbandierati diventino fatti.

Al centro di questa provincia per noi c’è Canicattì con il suo hinterland, a cui la nostra testata si è sempre rivolta fin dalla pubblicazione. Terra di talenti costretti ad emigrare al Nord e all’estero, terra di prodotti straordinari famosi in tutto il mondo non si esime da questo momento. Anzi. Basta fare un giro per viale Regina Margherita e tutto tace. I negozi del corso principale e delle traverse limitrofe sono vuoti, le strade quasi deserte, nessuno cammina più a piedi, quella che in passato era meta di famiglie e giovani nel fine settimana e la domenica mattina è scomparsa. Altre mode, altri interessi? Certo, i tempi cambiamo ma anche l’isola pedonale estiva dalla villa a parte del viale della Vittoria istituita dalla giunta Di Ventura si è rivelata un flop. Il paese sta morendo sotto gli occhi di tutti. Il Supercinema ha chiuso e l’Odeon si è ridotto solo a teatro. Nessuna programmazione nelle due sale cinematografiche storiche di Canicattì nemmeno in questo periodo di festività, quando si registravano boom di incassi. Il Sociale chiuso per motivi di sicurezza. La cultura tace. E la politica locale cosa fa? Guarda inerte? Passati i momenti forti pare essersi assopita. In consiglio comunale l’opposizione, tranne qualcuno, non merita di essere definita tale. La maggioranza esegue gli ordini; mentre le casse comunali sono vuote, come tutti sanno e l’amministrazione non smette di ricordarlo, ma i dirigenti continuano ad intascarsi i premi, l’organismo indipendente di valutazione i compensi. Nel frattempo i cittadini si lamentano per i problemi che affliggono la città, a cominciare dal randagismo e dal servizio idrico che fa proprio acqua da tutte le parti.

Allora cosa augurarsi per il 2018? Il nostro desiderio è che si cominci a risolvere almeno alcune delle difficoltà di questa terra, non servono opere esorbitanti, ma che tutti – a cominciare da chi amministra ed è chiamato a fare il bene della comunità – ricordino cosa significa Politica, si facciano un esame di coscienza e mettano al primo posto l’interesse della collettività e non il benessere personale. Allora che sia la svolta: Canicattì, la provincia di Agrigento, la Sicilia, l’Italia tutta – il 2018 sarà l’anno delle Politiche – siano in grado di ritornare a splendere. Nel nostro territorio le aziende possano trovare aiuti per non chiudere i battenti e non essere costrette a licenziare, i servizi resi ai cittadini diventare efficienti e puntuali, gli indigenti e i diversabili ricevere l’assistenza non solo economica che meritano, i randagi accolti in un rifugio con cibo ed acqua e non rischiare di rappresentare un pericolo per i passanti, le strutture chiuse da tempo – ad iniziare dai plessi che ospitavano le scuole “Rapisardi” e “La Carrubba” e dalla piscina comunale di Canicattì – venire riaperte e ridate ai cittadini.

Ai voi tutti, carissimi lettori, che ringraziamo per l’affetto che ci rivolgete, e che quotidianamente proviamo a ricambiarvi con il nostro lavoro, basato sull’etica, la deontologia professionale e il rispetto per l’altro, i migliori auguri di buon anno, sicuri che continuerete a sostenerci.

Felice 2018!

Pubblicità Lirenas Gas

Ultime news

Su