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La vita vera dopo la morte

La morte è stata inghiottita nella vittoria.
Dov’è, o morte, la tua vittoria?
Dov’è, o morte, il tuo pungiglione?

(1Cor 15,54b-55)

 

Altre volte ho citato san Paolo in questo spazio messomi a disposizione dal direttore di questo giornale online. Paolo di Tarso, anche con questo nome è conosciuto chi da giovane perseguitava i cristiani e poi è diventato l’Apostolo delle genti. Lo propongo ancora questa settimana di metà novembre, il mese in cui facciamo memoria dei defunti. Facciamo memoria per i nostri cari perché non vogliamo che in noi si spenga il loro ricordo, troppo spesso velato di tristezza e nostalgia per chi non è più con noi ma che difficilmente pensiamo si trovi in altro luogo. E’ difficile credere che possa continuare a essere ed esistere, anche se in altro luogo, chi “non è più con noi”.

San Paolo grida a chiare lettere – Questa è la nostra fede in Cristo Gesù! – che “la morte è stata inghiottita nella vittoria”. Quale immagine più bella: la vittoria della vita (Cristo risorto) inghiotte la morte come fosse una voragine di luce, di eternità, di speranza!

E altrove, l’apostolo delle Genti, continua ad annunziare: «Sappiamo, infatti, che quando sarà disfatto questo corpo, nostra abitazione sulla terra, riceveremo un’abitazione da Dio, una dimora eterna, non costruita da mani di uomo, nei cieli» (2 Corinzi 5,1). E il Prefazio della Messa dei defunti, così ci fa pregare: «la vita dei tuoi fedeli non è tolta ma trasformata …» (Prefazio dei defunti, 1). Morire, quindi, è la spoliazione di tutto ciò che ci impedisce di vedere chiaramente di là dalla realtà che vediamo; morire è spalancare la porta alla vita nuova, quella vera, quella piena. E’ questa la promessa di Cristo, è questa la nostra speranza, è questo in cui voglio credere io ogni giorno di questa mia vita terrena. C’è, dunque, un nuovo incontro che ci attende quando lasceremo questo mondo; così come credo nella resurrezione: “Aspetto la resurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà”. Ci fa ripetere la nostra professione di fede. Fantasie medievali? Desiderio d’immortalità? No, promessa di un Dio che ama veramente. Che ama da sempre. Che ama per sempre. «In verità, ti dico, oggi sarai con me nel Paradiso» (Lc 23,43), dice Gesù al ladrone pentito che insieme con lui pende dalla croce.

 

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