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Canicattì, il lieto fine non accade solo nelle fiabe. Assicurato un futuro migliore a bambino sfortunato

Questa è una storia vera tutta canicattinese, la storia di un bimbo di 6 anni cresciuto in strada e dalla strada.

Una storia triste in un contesto sociale e familiare dove ogni valore umano sembra essere stato smarrito che vede protagonista un bimbo che ogni giorno deve fare i conti con avversità quotidiane, quali riuscire a sopravvivere all’indifferenza, a nutrirsi ed a sfuggire ai vari pericoli.

Il bambino è forte, è bello, intelligente, temprato dalla strada. Il suo istinto di sopravvivenza e l’aiuto occasionale di qualche brava persona gli consentono di procurarsi un panino e magari qualche caramella.

Ma veniamo alla storia, una storia che una volta tanto ha un lieto fine come nelle favole.

Capita che una donna non più giovane sia costretta per sopravvivere ad alzarsi ogni mattina molto prima del sorgere del sole per andare a lavorare nei campi senza essere in grado di crescere il proprio figlio avuto in tarda età.

Capita che una donna per le avversità della vita si ritrovi a convivere con un uomo dedito all’alcol, iracondo e privo di valori.

Capita che un’operatrice sociale, fuori dal suo servizio, decida di andare dal parrucchiere.

Capita che la sua attenzione sia attirata da un bambino che rischia di essere travolto da un’automobile mentre tenta di scappare non si sa da cosa e da chi.

Capita che alcune persone riferiscono all’operatrice, la nostra fatina, che hanno già visto questo bambino aggirarsi nel quartiere e che sembra non abbia famiglia o chi lo accudisca.

La fatina sa il fatto suo, tralascia i suoi impegni personali della giornata e riesce a raggiungere il bambino in fuga. Il bambino è diffidente, chissà quanti brutti incontri ha fatto per strada, ma la fatina, operatrice esperta, non impiega molto a guadagnarsi la sua fiducia ed a farsi portare nella casa dove vive.

In una fatiscente abitazione trovano un omone aggressivo, forse in preda ai fumi dell’alcol, e la situazione rischia di degenerare. Prontamente intervengono in aiuto le forze dell’ordine avvertite dalla fatina buona che riesce a prendere in pugno la situazione.

Rintracciata la madre si accerta che il bimbo è cresciuto senza il padre e che lei non è in grado di badargli dovendo ogni giorno andare in cerca di lavoro per sopravvivere.

Il bimbo è sereno, curioso, sale sull’auto dei carabinieri, abbracciato alla sua fatina, che acconsentono persino di accendere per un po’ le sirene per accontentare la sua curiosa richiesta.

Il bambino ora è al sicuro provvisoriamente in una comunità, nell’interesse del minore si sta tentando di rintracciare altri familiari in possesso dei requisiti per il suo affido, in alternativa si predisporranno le patiche per l’affido e l’adozione.

Omettiamo il nome della fatina ed il nome e la nazionalità del bambino, ma la storia è vera, e le fate esistono anche se spesso non ce ne accorgiamo.

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