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Canicattì, fibrillazioni nella giunta Di Ventura. Vergopia attacca: “Sindaco ostaggio PD”

“E’ sconcertante il comportamento del sindaco Ettore Di Ventura, che ostaggio di un Pd cittadino in crisi di consenso, ne subisce le minacce e manda in aria un accordo programmatico che lui aveva siglato in campagna elettorale”. E’ quanto scrive in una nota l’assessore Tommaso Vergopia, mentre trapelano da Palazzo di Città indiscrezioni sulla ormai quasi certa revoca della sua delega da parte del capo della giunta di Canicattì.

La nota, nella quale l’amministratore utilizza il plurale ma che riporta solo la sua firma, critica duramente il sindaco e ricorda il patto siglato per le amministrative del 2016.

“Un accordo che certo non serviva a rimpinguare di voti il Pd, ma ad aiutare un’amministrazione a fare uscire la città di Canicatti da uno stato di difficoltà economica e sociale – scrive Vergopia –  Per questo avevamo sostenuto un candidato, che grazie al nostro determinante consenso è diventato Sindaco. Prendiamo atto che per Di Ventura i piccoli interessi di bottega sono più importanti degli interessi di una città. E appare addirittura ridicolo, ammantare di nobiltà ideale una scelta meschina, tante realtà locali, anche a pochi chilometri, si reggono col sostegno programmatico di forze politiche che a livello regionale si collocano politicamente in antitesi col Pd, le scelte del territorio se trasparenti e fatte sui programmi e sui progetti per la città vanno oltre i partiti e le appartenenze, così è sempre stato a Canicatti come a Campobello e come in tanti altri luoghi. Nessuno di noi – aggiunge – ha mai nascosto al Sindaco un’appartenenza politica diversa, e nessuno ha mai detto a noi che questo rappresentava un problema. L’ipocrisia e la falsità non ci appartiene. Prendiamo atto che Ettore Di Ventura non mantiene gli impegni ne con noi ne con una città che chiede un rilancio dell’attività amministrativa, e non battaglie di poltrone che servono solo a rasserenare il clima di tensione in un Pd in crisi di identità e consensi. Se queste sono le priorità per il Sindaco, se il Sindaco non autonomia e autorevolezza per smarcarsi dal ricatto di un partito – avverte Tommaso Vergopia – prendiamo atto, con rammarico, che le nostre strade si dividono”.

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