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Rosario Livatino, le parole del prefetto Diomede (Video)

“Questo è un luogo che appartiene alla nostra coscienza e proprio per questo motivo ne dobbiamo essere custodi, custodirlo in maniera gelosa. Non c’è stato, dopo il danneggiamento, neanche bisogno di chiedere la disponibilità delle associazioni, che si sono subito mobilitate per ricongiungere i pezzi staccati”. Il prefetto di Agrigento, Nicola Diomede, durante la cerimonia di scopertura della stele del giudice Rosario Livatino, sulla statale 640, in contrada Gasena, ha ricordato il lavoro fatto in questi mesi per ripristinare il monumento con la collocazione del pezzo ritrovato dopo lo sfregio, sottolineando la grande collaborazione che c’è stata tra Prefettura, Anm, Soprintendenza ai Beni Culturali, La strada degli Scrittori, Amici del giudice Livatino, Tecnopolis, Anas e Cmc.

Prima del prefetto hanno preso la parola Giancarlo Caruso, in rappresentanza dell’Associazione Nazionale Magistrati – sezione di Agrigento, Gabriella Costantino, Soprintendente di Agrigento, Valerio Mele, per Anas, Alfredo Fioretti, presidente di Cmc. Dopo don Giuseppe Argento, vicario foraneo di Canicattì e assistente spirituale dell’associazione intitolata al giudice Livatino, ha invitato i presenti a recitare il Padre nostro, a scambiarsi un segno di pace e ha impartito la benedizione finale.

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