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Rosario Livatino, la stele è ricomposta. La cerimonia di scopertura (Video)

“Infranta da mano vile nell’estate del 2017, questa pietra che rinnova la memoria di Rosario Livatino, uomo giusto qui massacrato il 21 settembre 1990 da sicari mafiosi, viene ricomposta risultando sempre più salda, come la forza morale ispiratrice dei sentimenti cristiani e dell’azione civile di un magistrato caduto da martire di una comunità a lui grata e debitrice per avere illuminato la via del riscatto possibile”.

E’ quanto è stato impresso da Amici del Giudice Livatino, A.N.M. sezione di Agrigento, Tecnopolis e La Strada degli Scrittori sulla targa posta accanto alla stele del giudice Rosario Livatino, in contrada Gasena, che dopo l’oltraggio dell’estate scorsa è stata ripristinata con la collocazione del pezzo ritrovato nel punto esatto da dove era stato infranto, affinché la sutura sia ben visibile per non dimenticare quanto è accaduto.

La cerimonia di scopertura del monumento si è tenuta stamattina, subito dopo la messa celebrata in suffragio del giudice, nella chiesa di San Domenico, a Canicattì. A svelare la stele sono stati il Procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio, e il presidente del Tribunale di Agrigento, Pietro Falcone. Un lungo applauso ha suggellato il momento. A seguire hanno preso la parola  Giancarlo Caruso, in rappresentanza dell’Associazione Nazionale Magistrati – sezione di Agrigento, Gabriella Costantino, Soprintendente di Agrigento, Valerio Mele, per Anas, Alfredo Fioretti, presidente di Cmc, Nicola Diomede, prefetto di Agrigento e don Giuseppe Argento, vicario foraneo di Canicattì e assistente spirituale dell’associazione intitolata al giudice Livatino. A coordinare gli interventi la nostra direttrice e presidente dell’Associazione Amici del Giudice Rosario Livatino, Valentina Garlandi.

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