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Lavoro, un piano straordinario per l’occupazione. L’idea della Cgil di Agrigento

“Dal 2008 al 2016 abbiamo perduto 10.314 lavoratori nei vari settori”. A denunciarlo è il segretario generale della Cgil di Agrigento, Massimo Raso, il quale interviene dopo l’annuncio del ministro De Vincenti che, a Palermo, ha parlato delle ZES (Zone Economiche Speciali) e spiegato che in Sicilia ve ne saranno solo due (Palermo/Termini e Augusta/Catania).

“Ad uno ad uno è stato decimato l’apparato produttivo di Porto Empedocle – aggiunge – Come CGIL abbiamo lanciato ripetuti appelli sempre caduti nel vuoto, sempre rimbalzati da questo autentico “muro di gomma” della politica siciliana: che fine ha fatto il “progetto Italkali” (che Noi vogliamo si faccia purché sia rispettoso delle legittime esigenze ambientali manifestate dal Comune di Realmonte); che fine ha fatto il rigassificatore e, soprattutto, visto che non si farà, dove sono tutti quegli investimenti che sarebbe stato possibile fare e che venivano “impediti” dal rigassificatore?E, soprattutto, che dobbiamo fare con Italcementi? A poche settimane dalla fine degli ammortizzatori, non riusciamo ad aprire nessunissimo spiraglio di futuro per questi Lavoratori. Dov’è la politica? Come risponde in positivo a queste questioni? – interroga il sindacalista – Le ZES sono una possibilità, certo. Ma occorre intervenire prima che la politica determini le sue scelte ed i suoi orientamenti. Noi ci auguriamo che si apra davvero un dibattito su cosa dev’essere il futuro occupazionale di questa nostra terra. Turismo e Cultura, senza dubbio ma anche manifatturiero e industria leggera”.

Raso annuncia che “nei prossimi giorni renderemo pubblico uno studio del nostro Centro Studi CERDFOS in cui dettaglieremo com’è cambiata la situazione economica e sociale della provincia”.
Infine riferendosi al “Patto per la Sicilia” sostiene che si è fatta solo “campagna mediatica” e ritiene che “servirebbero investimenti pubblici volti anche alla creazione di lavoro, cioè un Piano straordinario per l’occupazione. Quello che continuiamo a non vedere”. “Ma una presenza di questo tipo – avverte il segretario della Cgil di Agrigento – non può essere piegata ad esigenze di partito ed è davvero deprimente vedere piegate le Istituzioni alle esigenze della propaganda”.

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