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Italcementi di Porto Empedocle, la denuncia di Cgil: “A novembre tutti senza ammortizzatori sociali”

“Quanto dobbiamo aspettare ancora? Ognuno faccia la sua parte!” Massimo Raso, segretario generale della Cgil di Agrigento torna a denunciare la vicenda dei lavoratori dell’Italcementi di Porto Empedocle, tracciando quanto fatto finora dal sindacato.

“Ad alcuni sono già scaduti, ma a novembre tutti gli ex Dipendenti saranno senza ammortizzatori sociali- ricorda il sindacalista – Oggi, alcuni di loro mi dicevano che hanno dovuto comunicare ai figli che non saranno in grado di mantenerli agli studi, altri hanno problemi con le Banche per i mutui e gli affidamenti in corso. In questa provincia non abbiamo un robusto apparato industriale, al contrario. Possibile che non siamo in condizione nemmeno di difendere quel poco che abbiamo? – interroga – Nessuno nega la crisi dell’edilizia. Nello specifico della questione ITALCEMENTI, è normale che a pagare il prezzo più caro siano stati solo i Lavoratori di Porto Empedocle? A noi serve con estrema urgenza che l’Azienda ci dica cosa intende fare dello Stabilimento di Porto Empedocle; – aggiunge – se è possibile (come si era impegnata a fare) in quell’area allocare altre attività produttive in grado di riassorbire questi Lavoratori; se è in condizioni di farli riassorbire in altre attività del Gruppo (si è sparsa voce di assunzioni nello Stabilimento di Novi Ligure, sarebbe davvero grave in presenza degli impegni sottoscritti!). A Noi serve che tutti gli “attori” di questa vicenda facciano la loro parte per arrivare al risultato sperato e per restituire serenità a questi Lavoratori ed alle loro famiglie che, adesso, sono davvero stanchi di aspettare!  No, non si può dire che siamo in periodo feriale. Abbiamo visto che, malgrado le ferie, c’è stato un frenetico attivismo sulle prossime elezioni regionali. Se ci fosse lo stesso impegno sulle questioni del lavoro e dell’occupazione saremmo più contenti. I Lavoratori si aspettano, legittimamente, risposte – conclude Raso – Non deludeteli ancora”.

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