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Porto Empedocle. Cgil: il rigassificatore non si farà, quale futuro per l’area industriale e turistica?

La Cgil, nella persona di Massimo Raso, ha emanato una nota in cui fa presente che “Il ‘famigerato’ rigassificatore di ENEL Nuove Energie non si farà più e, negli anni, quelli che lo hanno avversato in tutti i modi, ci hanno spiegato che in quell’area si potevano fare mille cose migliori, che non impattavano con l’ambiente e con la sicurezza dei cittadini”. E allo stesso tempo si chiede “Dove sono adesso questi Imprenditori disposti ad investire in quell’area?
Connessi alla realizzazione dell’opera, Vi erano una serie di ‘misure compensative’ che adesso verranno meno, tra queste il ‘dragaggio’ del porto. E, quindi, ci rassegniamo a tenere un porto dove non possono attraccare le navi crociera? Chi si preoccuperà di realizzarlo? In quale Piano, Fondo, Asse strategico esso è contemplato? La Sindaco ne sa qualcosa?”.

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Continua Raso: “Qualche centinaio di metri più in alto c’è lo Stabilimento dell’ITALCEMENTI. Qualche giorno fa, gli ex Dipendenti hanno deciso di non guastare la visita del Presidente Mattarella ma hanno scritto a Lui e, per conoscenza, a tutta la deputazione nazionale e regionale per chiedere cosa debbono fare quando ogni residuo “ammortizzatore” sarà terminato e nessuna prospettiva di lavoro si è realizzata. Con l’Azienda si era accennato alla possibilità di poter utilizzare la parte di “area italcementi” non utilizzata; si era parlato di Italkali, di Combustibile da Rifiuto (CDR), ma ancora non vediamo nulla di concreto. La Sindaca se ne occupa?

Altre Imprese, sempre in questa area hanno chiuso i battenti o hanno ridotto fortemente ridotto gli occupati; altri ancora sono sempre in un eterno bilico sottoposti agli umori ed alle convenienze di chi dirige oltralpe i loro destini.
Di Italkali e del suo progetto qualcuno ci sa dire dove siamo arrivati?

Dove sono questi Imprenditori disposti ad investire in quell’area?

In un Albergo di S. Leone il Ministro degli Esteri Angelino Alfano ha riunito alcuni importanti Imprenditori Italiani disposti ad investire in Libia. Possibile che non se ne trovino per investire nelle nostre aree?

Sono fatti diversi tra loro ma – continua Raso – accomunati da un unico ‘filo rosso’: lo sviluppo di Porto Empedocle, lo sviluppo di una comunità più vasta, lo sviluppo dell’attività industriale di questa provincia. Chi si occupa di tutto questo? Quale politica concreta si sta portando avanti affinché in questa zona si possano attirare degli INVESTIMENTI, per produrre reddito, ricchezza e sviluppo per quest’area? Se non ci si occupa concretamente di questo, di cosa si occupa la ‘classe politica’ che a breve verrà a chiederci il voto? Abbiamo, in tempi non sospetti, sollecitato Istituzioni Regionali a dare un segno di vita; abbiamo più volte sollecitato Istituzioni ed altre forze sociali e imprenditoriali a sedersi con Noi attorno ad un tavolo per puntare allo “sviluppo possibile” sollecitare le opportunità messe a disposizione da bandi nazionali ed europei.  Siamo attrezzati a farlo? In Italia c’è a chi pensa alle Zone Economiche Speciali (ZES) ma noi siamo sempre fuori da tutto! Ma se non si ricreano “convenienze” ad investire, chi investirà mai dalle nostre parti?

I silenzi sono colpevoli! – tuona Raso che poi conclude – Auspichiamo un dibattito vero, che produca iniziative ed obiettivi realizzabili.  Vorremmo farlo adesso, prima di venire risucchiati dalla Campagna Elettorale per le Regionali e poi magari sentirci dire che ‘facciamo politica’. Ma, lo diciamo sin d’ora, su questo debbono confrontarsi i candidati Presidente e le coalizioni che li sostengono: basta slogan ad effetto. Noi ci saremo e pretenderemo risposte concrete”.

 

 

 

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