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Vita, siamo fatti per scegliere

La vita è fatta di fasi diverse, un’alternanza di situazioni che rendono la nostra esistenza più condita, più saporita. Abbiamo bisogno di fasi alterne perché la quotidianità ci assuefa, ci appiattisce, ci rende inconsapevoli di ciò che abbiamo o di ciò che facciamo. Il guaio è che nella quotidianità, che riteniamo sempre uguale a se stessa, anche gli affetti, le persone care spesso ci sfiancano e qualche volta ci infastidiscono. Ad esempio è quando siamo privati di qualcosa o di qualcuno che ne sentiamo la mancanza, prima no.

Forse dovremmo avere il coraggio di ammetterlo: siamo sempre alla ricerca di novità perché desiderosi di novità. E questo, penso sia proprio così, ci succede in ogni ambito della vita. Ciò che apprezziamo oggi, domani ci affascinerà meno e il giorno dopo non ci interessa più.

La nostra vita, diciamocelo chiaro, non è fatta per consumare in modo sconsiderato tutto: cose, affetti e valori. Noi siamo fatti per osservare, capire, scegliere e vivere secondo le scelte fatte, ed è questa che rende la nostra esistenza autentica, meravigliosa.

Proviamo a pensare per un attimo cosa succede quando in noi diamo sfogo, con insistenza e accanimento, ai soli desideri: si anela a un oggetto, a un traguardo, a una posizione, magari per anni, e poi, quando otteniamo quell’oggetto o raggiungiamo quella posizione non ci soddisfa più. Purtroppo, se non si vigila, facciamo così anche in altri ambiti della nostra vita, magari in quelli che, a ragione, sono ritenuti fondamentali.

Noi non siamo fatti per consumare ma per crescere, andare avanti, tra alti e bassi, disavventure ed esperienze belle. Tutto ci serve per migliorarci nella vita. Le cose facili appiattiscono l’esistenza, la rendono noiosa e alla fine la fanno essere incolore e noiosa. Vivere non è ricerca sfrenata di divertimento o accaparrare cose senza freni ma piuttosto è dare il giusto valore alle esperienze e alle cose che abbiamo. Vivere bene è saper ringraziare ogni giorno Dio per quello che si ha. Ringraziarlo e accontentarsi anche quando non si ha la possibilità di avere qualcosa, perché nulla è a noi dovuto, ma c’è solo gratuitamente donato.

Sicuramente la cosa più giusta da fare è quella di essere grati a Dio che rende la nostra esistenza pennellata di tante sfumature, ci fa provare il dolore per poi anche la gioia con intensità, “Il Dio che atterra e suscita, che affanna e che consola” (A. Manzoni ‘Il cinque maggio’). Sono questi i due poli tra i quali corrono ininterrottamente le tappe della nostra vita, sono entrambi necessari e preziosi per la nostra crescita, per diventare responsabili per la nostra vita e nella stessa.

 

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