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Questa vita… teniamocela “stretta”

“È una corsa che decide la sua meta / Quanti ricordi che si lasciano per strada / Quante volte ho rovesciato la clessidra / Questo tempo non è sabbia ma è la vita che passa, che passa / Che sia benedetta / Per quanto assurda e complessa ci sembri, la vita è perfetta / Per quanto sembri incoerente e testarda, se / cadi ti aspetta / E siamo noi che dovremmo imparare a tenercela stretta / Tenersela stretta”.
Dalla canzone “Che sia benedetta”, cantata da Fiorella Mannoia

“Per quanto assurda e complessa ci sembri, la vita è perfetta”. Che bello! Qualcuno va a Sanremo è, sul palcoscenico che incolla davanti alla televisione milioni di persone, canta la bellezza della vita. Può sembrare strano ma personalmente sono grato alla sessantaseiesima edizione della canzone Italiana. Sono grato perché gli autori hanno avuto il coraggio di accogliere un testo di spessore qual è la canzone “Che sia benedetta”, scritta da Amara e Salvatore Mineo e cantata da Fiorella Mannoia.

Ai giorni nostri non è facile che il Festival della canzone italiana, dove tutto è improntato al mercato e al consumo disinvolto, all’apparire e al linguaggio super moderno dei giovani, alla spensieratezza di chi si vuole divertire, trovi il coraggio di scommettere anche su una canzone di contenuto come quello cantato dalla Mannoia.

“Che sia veramente benedetta!” Perché questa vita che viviamo sia accolta, apprezzata, curata, custodita e soprattutto amata da tutti. Amata e non disprezzata o trascurata o trascinata nei giorni lunghi e noiosi nei quali non si sa come ammazzare il tempo, quando ci si lascia vincere dallo sconforto e si vede tutto nero, quando non si ha voglia di iniziare un altro giorno perché si pensa siano tutti uguali. “Che sia benedetta”, allora, perché con la forza che viene dalla vita, dono di Dio prezioso e infinito, tutto si può vincere!
Personalmente penso siano pochi a sostenere pienamente la bellezza della vita e ancora meno, credo, siano quelli che trovino il coraggio e la forza di dire “amo la vita!” Eppure ci vuole poco. Sì, ci vuole poco. Ci vuole la gioia di dire: “questa vita che vivo, voglio gustare ogni attimo”. “Voglio incantarmi dinanzi a un fiore, contornarmi d’intelligenza e di pensieri belli; la voglio condividere con altri nella gratuità e nell’amore; la voglio rivestire di contemplazione.”

Vi è mai capitato di pensare verso dove stiamo andando con la nostra vita? A me capita spesso e vi confesso che sono molto scoraggiato: folle di persone che vagano per i Centri Commerciali perché non sanno come “ammazzare” il tempo. E poi i giovani, ma anche gente adulta, che brucia la vita nel nulla delle “sostanze stupefacenti” oppure incollati al cellulare senza mai alzare lo sguardo perché sempre connessi; genitori che pensano solo a far stare bene economicamente i figli e poi non si preoccupano della loro educazione e formazione, né di farli crescere nella gioia vera di una vita piena.

Sono scoraggiato perché aumenta in maniere esponenziale il numero di persone che vive il vuoto più totale, piuttosto che affrontare la vita con grinta e coraggio. Per altri, invece, la vita conta così poco che si può rischiarla sfidando la morte ogni giorno o pensa di essere artefice e decisori della vita propria e altrui (penso all’aborto e all’eutanasia) con una superficialità e leggerezza non comuni. Per altri, invece, e sono tanti, la morte è stata rimossa oppure ignorata.

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