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Arriva in Sicilia il Dalai Lama. Si mobilitano i buddisti agrigentini

 

“Sua Santità il XIV Dalai Lama sarà in Sicilia dal 16 al 18 settembre, in ragione dell’invito delle città di Messina e Palermo”. L’annuncio è ufficiale e la mobilitazione dei seguaci siciliani della massima autorità buddista non si è fatta attendere. Il sindaco di Messina, Accorinti,  che si è dichiarato vicino al buddismo e indossa magliette in cui inneggia alla libertà del Tibet è il più felice di tutti per la notizia,  che è attesa almeno dall’inizio dell’anno.

Ma anche a Palermo il Dalai Lama Tenzin Gyatso attirerà molti seguaci e anche curiosi come nel maggio del 1996, quando per la prima volta arrivò e il sindaco Orlando gli conferì la cittadinanza onoraria.

Ad Agrigento non mancano seguaci ed anche progetti e associazioni che fanno riferimento al buddismo o comunque a religioni orientali e quindi anche nella Città dei Templi la notizia ha suscitato interesse.

L’evento ci offre lo spunto per incontrare agrigentini che seguono varie esperienze spirituali alternative e pratiche come lo yoga o lo Reiki.

Sulla spiaggia di  Maddalusa già nelle prossime settimane si tornerà al tramonto  a  fare yoga, meditare e fare il “Surya Namaskara”, il Saluto al Sole.

“Prima di tutto, amiamo la natura e la contemplazione della sua bellezza, che riempie il cuore di gioia e ricarica anche l’animo più abbattuto. Quindi abbiamo scelto  Madddalusa come sfondo per ritrovarci e vivere insieme un’esperienza di yoga perché è uno posti naturalisticamente parlando più straordinari del nostro territorio”.  Parla con  entusiasmo  di questa esperienza Salvatore Paino, uno dei  promotori di questi appuntamenti sul lido di San Leone, di settimana in settimana sempre più richiesti da quando per il solstizio d’estate dello scorso anno ha lanciato l’iniziativa.

Altri, come Mario Passarello gli incontri li organizzano da diversi anni anche nel proprio centro attrezzato, “Vento di Primavera”, in via Madonna delle Rocche, 70,  dove si pratica tra l’altro  lo   Reiki  “E’ un modo nuovo di guardare la realtà perché noi occidentali vediamo il corpo come un insieme di parti, lo shiatsu e il reiki, invece, lo vedono nel suo complesso, cioè come corpo energetico”, spiega Passarello.

Sempre più numerosi sono i fan agrigentini che vogliono scoprire i centri energetici emozionali del proprio corpo, ad esempio, con  queste pratiche e meditazioni orientali.

Così fioriscono le esperienze: al Villaggio Mosé, Viale Leonardo Sciascia, 82 c’è l’associazione olistica Sette Raggi di  Maria Teresa Montalbano, Naturopata, dove si praticano messaggi sonori con le campane tibetane,  rimedi terapeutici naturali con  piante officinali che  arrivano dal lontano oriente ; molte le palestre che in città hanno diffuso Pilates, il   metodo che  incoraggia l’uso della mente per controllare i muscoli; altri, come l’agrigentina Adriana Rani Pagano,  organizzano in città seminari di shiatsu, un  trattamento psico-fisico perché oltre al corpo si coinvolgono le emozioni;  il liceo scientifico “E. Majorana” di Agrigento ha promosso un progetto on line in orario extracurriculare a cui molti ragazzi hanno aderito,   gestito dalla professoressa Lia Lo Bue, si chiama “Un haiku al giorno toglie la noia di torno” e consiste nel portare i ragazzi a scrivere haiku, un componimento poetico nato in Giappone nel XVII secolo,  che trae la sua forza dalle suggestioni della natura.

Un gruppo molto originale si incontra al Villaggio Mosè e segue il metodo e le meditazioni di Osho, un filosofo indiano : “Noi diciamo di essere quelli che meditano, per guardarsi meglio dentro e conoscersi meglio.   Leggiamo un testo di Osho e poi liberamente condividiamo la meditazione. Si sono  fatti incontri di meditazione anche tra i carcerati della casa circondariale di Petrusa”, dice Lia Lo Bue.

Sorprendente il successo dei seminari con la presenza di monaci buddisti organizzati ad Agrigento dallo studio associato  Spazio Rêverie, con sede in via Giovanni XXIII, 94. “ Questi seminari, di cui mi sono occupato, hanno avuto a tema la paura, il più recente,  sulla compassione e la Rêverie i precedenti.  Hanno visto come relatori psicologi e monaci di tradizione tibetana – dice lo psicoterapeuta e scrittore agrigentino Renato Schembri – Questi incontri hanno ottenuto un buon successo nella nostra città, dove esiste da qualche tempo una costellazione buddista costituita da gruppi di diverso orientamento che si ritrovano insieme anche a Palermo presso il centro buddista Muni Gjana che fa direttamente riferimento alla  tradizione del Dalai Lama”. Renato Schembri ad Agrigento si occupa  di applicazione clinica  relativa a  questo genere di meditazioni,  chiamata mindfulness.   In una sua raccolta di racconti,  intitolata “Il Parco”,  troviamo  riferimenti al buddismo anche se non diretti e anche in questo modo fa conoscere la sua esperienza.

Ad Agrigento si rivela dunque anche oggi come nel passato crocevia di culture e spiritualità e la prossima visita del Dalai Lama in Sicilia coinvolgerà diversi agrigentini.

 

 

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