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Nuove Disposizioni per i Consorzi Universitari in Sicilia. Le Preoccupazioni della Cgil

di Elio Di Bella

La vicenda del Cupa, il Consorzio universitario agrigentino,  torna ancora in queste ore al centro del dibattito politico locale e non solo.

Dei consorzi universitari si sta occupando in queste ore l’assemblea regionale siciliana, impegnata nella definizione delle “Disposizioni programmatiche e correttive per l’anno 2017 della legge di stabilità regionale” (legge di bilancio).

Non piacciono  le recenti decisioni contenute in tali disposizioni relative al futuro dei Consorzi universitari. Alcune parti dell’articolo quattro di tale testo (quello che tratta dei consorzi universitari)  hanno sollevato non poche preoccupazioni perché metterebbero a rischio l’esperienza universitaria in varie sedi regionali tra cui quella di Agrigento.

Tra i primi ad intervenire sulla questione, dopo l’audizione dei Presidenti dei Consorzi universitari,  c’è la segreteria provinciale della CGIL di Agrigento.

Il segretario provinciale dell Cgil, Massimo Raso e il Rsu Cgil Cupa, Matteo Lo Raso hanno scritto una lettera aperta alla deputazione regionale agrigentina all’Ars con cui, considerando che la presidenza dell’Ars ha stralciato “dal testo base del ddl di finanziaria l’articolo 4” (destinandolo ad altro ddl di accompagnamento), chiede di eliminare le alcune parti del testo in esame riguardanti i consorzi universitari. Su tali parti vengono manifestate serie perplessità.

Si tratta di quelle indicazioni che,  a parere della Cgil agrigentina,  potrebbero cancellare l’esperienza del Cupa e dei consorzi universitari Siciliani.

“E’ una fase delicata della vicenda della “vicenda del CUPA” che si trascina da tempo, adesso è il momento di decidere e di essere conseguenti con gli impegni che avete assunto con i Lavoratori, le Famiglie e gli Studenti del CUPA”, scrivono i dirigenti della Cgil. E aggiungono “Abbiamo bisogno di Università legate ai territori ed alle loro specifiche esigenze non di regalare alle Università un ulteriore fetta di potere che, come dimostra la vicenda della cancellazione dei Corsi Universitari ad Agrigento poi sono libere di decidere prescindendo da logiche territoriali.

Il rilancio del CUPA è possibile, non possiamo considerare ineluttabile l’abbandono dei giovani dalla nostra terra e questo esodo infinito verso le Università del Nord, ma per farlo dobbiamo arricchire l’offerta formativa e legarla alle specifiche esigenze dell’economia e della società”.

La Cgil in particolare chiede che vengano eliminate quelle parti del testo che prevedono “la ridefinizione della governance e dei controlli nei Consorzi Universitari”.

Ma anche quelle altre parti  che subordinano il contributo regionale annuale  ai consorzi  universitari “all’adeguamento degli Statuti, entro il 30 giugno 2017, alle seguenti prescrizioni:

 

  1. a) previsione di un Consiglio di Amministrazione di 5 membri di cui 3 designati dall’Università di riferimento, uno dall’Assessore regionale per l’istruzione e la formazione professionale, ed uno dai soci, a cui è riconosciuto il rimborso per le spese sostenute, ad esclusione di qualsivoglia forma di compenso;

 

  1. b) fuoriuscita dei liberi Consorzi comunali dalla compagine sociale;

 

  1. c) previsione di un collegio di revisori dei conti composto da tre membri di cui uno designato dall’Università degli Studi di riferimento, uno dall’Assessore regionale per l’istruzione e la formazione professionale, ed uno dai soci, con un compenso corrispondente agli importi individuati nella fascia C del decreto del Presidente della Regione n. 7 del 20 gennaio 2012”.

 

 

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