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Siti del centro storico aperti ad Agrigento. L’impegno dei volontari di Ecclesia Viva

 

L’Associazione Ecclesia Viva anche nei giorni festivi del 25 aprile e del primo maggio, invita a visitare i siti culturali dell’Itinerario Arte&Fede nel centro storico di Girgenti (Cattedrale Torre, Chiesa S.Maria dei Greci, Chiesa S. Lorenzo Purgatorio, Mudia Museo Diocesano). I siti saranno aperti al pubblico dalle ore 10,00 alle ore 13,30 e dalle ore 15,30 alle ore 19,00.

L’associazione agrigentina  promuove la valorizzazione e la fruizione del patrimonio culturale ecclesiastico dell’Arcidiocesi di Agrigento avvalendosi dell’impegno dei volontari e di Don Giuseppe Pontillo.

Iniziative come quella che presentiamo  sono fiorite in provincia negli ultimi anni grazie ad un rinnovato impegno di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale della Chiesa locale. Percorsi per i turisti lungo affascinati sentieri di arte e fede nei centri storici agrigentini si vanno diffondendo e sono particolarmente apprezzati.

Non perdere questa ricchezza storica che in tanti casi risale anche al medioevo è l’obiettivo dell’ dell’Ufficio Diocesano dei Beni Culturali ecclesiali, Arte Sacra ed Edilizia di Culto diretto da alcuni anni da  Don Giuseppe Pontillo, che  è anche delegato per i rapporti con la  Soprintendenza  di Agrigento. Negli ultimi anni le iniziative per mettere in sicurezza chiese, conventi, monasteri anche da eventi sismici è stata intensa, ma c’è ancora tanto da fare.

Sull’impegno della chiesa agrigentina per la valorizzazione del patrimonio del centro storico del capoluogo abbiamo sentito don Pontillo.

“Siamo  intervenuti su diverse strutture per realizzare le opere di adeguamento antisismico già negli anni Novanta,  ma quegli interventi  oggi non sono sempre abbastanza in linea con le nuove normative antisismiche varate negli anni successivi.  Questo è un limite di tutto il patrimonio culturale italiano e se non vi saranno provvedimenti da parte dalle autorità nazionali e locali competenti, al verificarsi di eventi tellurici i rischi saranno sempre alti, come abbiamo visto in questi giorni”

 

Cosa è stato fatto nella Diocesi di Agrigento ?

“Abbiamo chiuso in questi ultimi anni quindici cantieri, fatti e finanziati in economia.  Presto in una conferenza stampa forniremo precise indicazioni sugli interventi effettuati. Mi riferisco ad interventi come la manutenzione su coperture, ad esempio a Siculiana dove siamo intervenuti su una cupola o ad interventi più complessi,  come quelli che ci hanno permesso nei giorni scorsi di riaprire la Chiesa di San Giorgio degli Oblati ad Agrigento e che presto ci consentiranno di riaprire anche la Chiesa di Santa Caterina sempre nel capoluogo. Abbiamo inoltre svolto interventi sulla chiesa di san Calogero di Canicattì ed  abbiamo anche realizzato nuove strutture. Un bilancio completo lo faremo nei prossimi giorni e lo presenteremo in una conferenza stampa”.

Quali rapporti avete con gli enti pubblici ?

“Il rapporto con la sovrintendenza di Agrigento è molto concreto e fattivo,  soprattutto sul versante della  tutela e della progettazione  e della sorveglianza. Con il Genio Civile  abbiamo messo in sicurezza di recente le coperture delle Chiese di San Giuseppe e di San Girolamo ad Agrigento e tanti altre opere. Col fondo per il culto del Ministero degli Interni abbiamo avuto un rapporto importante per alcuni interventi sulla Chiesa di Santo Spirito, mettendo  in sicurezza gli stucchi serpottiani minacciati dall’umidità  siamo intervenuti sulle coperture che sono state tutte revisionate e ristrutturate. Ricordo inoltre gli  interventi per la Chiesa di San Francesco di Licata.  Poi abbiamo in corso una trentina di altri interventi di manutenzione ordinaria”.

Come avviene la sorveglianza dei beni ?

“Abbiamo sistemi di allarme ovunque e all’avanguardia. Abbiamo porte anti intrusione e altri sistemi di vigilanza e tutte le necessarie attività e mezzi che caso per caso si rende necessario realizzare”.

Molte opere hanno bisogno di interventi di restauro. Come provvedete ?

“Facciamo restauri interni di tele, affreschi e statue con restauratori abilitati e in altri casi ci rivolgiamo alla con  alla sovrintendenza che provvede quando si riesce a trovare i fondi”

I centri storici sono in diversi casi in condizioni di degrado. La Chiesa locale come collabora con le amministrazioni locali per intervenire su questo problema ?

“I comuni non hanno progetti sui centri storici. Qualcosa si sta realizzando da qualche tempo ad Agrigento, ma in molti altri casi siamo noi che prendiamo l’iniziativa. In mancanza di linee programmatiche specifiche, interveniamo anche su emergenze.  Qualcosa comunque si muove: nel centro storico di Canicattì ad esempio nel prossimo anno interverremo sulla Chiesa del Purgatorio. A Burgio interverremmo sul soffitto di alcune chiese. Ultimamente abbiamo una collaborazione col Sindaco di Licata per interventi sulla Chiesa di San Paolo anche avvalendoci dei fondi dell’otto per mille.

Quali altre iniziative state curando per la cura e la valorizzazione del patrimonio culturale della Chiesa agrigentina ?

“Il nostro patrimonio è tutto catalogato, inventariato e informatizzato in virtù anche della collaborazione con la Conferenza episcopale italiana e l’istituto centrale del catalogo. Da diversi anni lavoriamo anche su questo fronte. Vorrei infine ricordare che l’impegno culturale si svolge anche in altre molteplici iniziative come la cura che abbiamo del nostro importante museo diocesano, le nostre guide che ad Agrigento seguono ed informano i turisti lungo i percorsi di Arte e di fede nel centro storico, i tanti convegni e le pubblicazioni per far conoscere il nostro patrimonio artistico, non ultimo l’impegno per salvare la cattedrale di Agrigento, che rischia di crollare. Attendiamo un decreto del presidente della Regione che dovrebbe sbloccare nuovi importanti fondi di finanziamento ai quali si aggiungono alcune centinaia di miglia di euro che la Chiesa agrigentina assicura. L’impegno della Chiesa locale per difendere il patrimonio di fede, di arte di cultura che ci è stato lasciato è massimo. Tutti i vescovi sin sono impegnati in tal senso da molti secoli”.

 

 

 

 

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