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Il Cardinale Montenegro ai giornalisti: “A Pasqua riempiamo il cuore di bellezza”

L’arcivescovo di Agrigento,il cardinale Francesco Montenegro, stamani ha incontrato la stampa per i tradizionali auguri di Pasqua nel settecentesco palazzo vescovile.

Nel corso di un breve intervento il prelato ha spesso fatto riferimento ai problemi del territorio agrigentino e alla necessità di un maggiore impegno di tutti. Spesso quando qualcuno avanza qualche proposta per migliorare le cose ha sottolineato monsignor Montenegro “la prima risposta è di chiusura” mentre occorrerebbe una visione più positiva e una capacità rivoluzionaria. “Anche la mia Chiesa spesso non è al passo con la storia – ha aggiunto – E prego il Signore che ci aiuti”.

Come il pontefice Giovanni Paolo II invitò a spalancare le porte a Cristo, monsignor Montenegro chiede agli agrigentini di “aprire le imposte per lasciare passare la luce e cacciare il buio. Apriamo le imposte del nostro cuore”. Credere nella luce è l’antidoto a quanto oggi sta accadendo nel mondo, minacciato da nuovi venti di guerra e dal terrorismo. “La luce c’è e se crediamo in questa luce ognuno può fare qualcosa. Riempiamo il cuore di bellezza e diciamo di no al buio. La Pasqua è la festa della luce- Crediamo nella forza della luce. Il buio c’è ma l’importante è credere che la luce ci sia. Diventiamo complici di un Dio che ama il mondo”.

Guardando al territorio agrigentino ha rilevato che  “ha voglia di essere ammirato, ma è anche maltrattato. Non c’è rispetto per questa nostra terra e tanti ne vorrebbero approfittare – ha aggiunto –  Ma io dico alla mia Chiesa: noi non possiamo tirare dritto. Abbiamo il dovere di sentire queste grida. Non saremo capaci di dare tutte le risposte, ma abbiamo il dovere di fermarci, di ascoltare queste grida e di metterci accanto a chi grida. Non possiamo passare innanzi, senza fermarci e senza ascoltare”.

E ha concluso sottolineando che  “ad Agrigento stiamo riscoprendo tutto ciò che è antico, ma non facciamo molto perché questo antico continui nel presente. Ma Agrigento merita, perché ha una bellezza di storia e di persone. Dobbiamo sentirci protagonisti di una storia che può cambiare. Agrigento ha bisogno di gente che vuole cambiare”.

 

 

 

 

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