Tu sei qui
Home > Vivere e Capire > Perfezione: utopia o realtà?

Perfezione: utopia o realtà?


“Noi abbiamo lasciato tutto per seguirti, cosa ne avremo in cambio?” (Mt 19,27)
E’ questa la domanda che Pietro, quasi smarrito, pone a Gesù dopo aver ascoltato il Suo insegnamento. Sì, Signore, cosa dai in cambio a quanti ascoltano la tua parola e ti seguono? Anche noi come Pietro abbiamo bisogno di sapere, di fare calcoli, di capire se ci conviene seguirti oppure no. Per noi tutto ha un costo e deve avere un ritorno a vantaggio nostro.

“Siate perfetti come il Padre” (Mt 5,48). E’ la risposta di Gesù a tutte le nostre richieste di calcolo.  Più che ricompense, salari o titoli, il Signore propone programmi di vita, modelli di santità da seguire, strade nuove da percorrere. Siate come il Padre, perché è Lui il vero modello di vita, il punto di riferimento per ogni uomo.

Siate perfetti: proposta impopolare, lontana anni luce dalla mentalità dell’uomo; parole rimosse dal sentire comune. Eppure Gesù, ieri come oggi, continua a ripeterle a tutti quelli che si mettono alla sua sequela: Voi, dunque, siate perfetti come il Padre vostro celeste! Non preoccupatevi, continua a ripeterci Gesù, se il mondo cerca altro, se va da un’altra direzione; non guardate se gli altri uomini si comportano o pensano in altro modo: voi siate perfetti, perché ho progetti di santità e di eternità per ognuno di voi.

La santità che propone Gesù sa di quotidianità, attraversa l’oggi della nostra storia: non si raggiunge dopo, non si conquista in un’altra vita ma ora, nel lungo e faticoso cammino personale e comunitario. Non saremo santi per aver tenuto lo sguardo fisso al cielo fuggendo dal mondo, ma per aver attraversato la storia dell’umanità e percosso la strada che ogni giorno si apre innanzi a noi avendo come punto di riferimento la parola del Vangelo e il volto del Padre che Gesù ci ha rivelato: “Siate figli di Chi fa sorgere il sole sui buoni e sui cattivi e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti” (cfr Mt 5, 45).

“Qualis pater, talis filius” dicevano i latini. Se Gesù oggi ci consegna un Padre che ama tutti: buoni e cattivi, giusti e ingiusti, allora io, figlio nel Figlio Gesù, devo essere simile a Lui. Farò lo stesso: seminerò un po’ di gioia nel cuore di chi piange e speranza in chi ha smesso di sperare; starò vicino a chi è solo e dirò a tutti che un mondo di pace è possibile se cominciamo da noi; lo griderò a tutti che la giustizia, per primi, dobbiamo innescarla noi. Allora sì, che saremo “perfetti” come il Padre, simili a Lui che da sempre ama tutti gli uomini.

Conosco tante persone che nel silenzio e nell’umiltà della loro vita, vivono da perfetti perché capaci di guardare gli altri – giusti e ingiusti, buoni e cattivi – negli occhi e amarli.

<<Amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano>> (Mt 5,44.)

Amare i nemici, pregare per chi perseguita, portare nel cuore gli ingiusti è difficile, quasi innaturale, contro ogni logica umana. Viene da chiedersi: Perché? “Siate perfetti come il Padre (…) ”, ecco perché. Tutto questo è difficile, è vero, ma non impossibile. Il segreto di tutto è l’amore. Solo se scopri l’altro come persona da amare ti verrà più facile da capire, da accettare, da realizzare. “Riceverete lo Spirito”, “Io sarò con voi fino alla fine” dice Gesù. Parole di conforto, che danno coraggio nel buio del cuore quando non riesco a perdonare, a pregare, ad amare. E ringrazio Dio perché mi fa comprendere che quando amo incontro l’Amore, quando perdono, sperimento la pace e quando mi dono agli altri la mia vita, si riempie, diventa più ricca e più bella.

Don Gino Giuffrè

Pubblicità Lirenas Gas

Ultime news

Su